Quanto spazio c’è nella tua vita per le risate?
Beh, ora immagina di vivere in una metropoli post-apocalittica dove non puoi ridere. Nemmeno sorridere.
Un mondo a valori rovesciati, in cui i depressi sono i sani.
Nella metropoli di Felix Mors succedono queste e altre cose strane… Il sorriso è infatti considerato sintomo di follia, poiché tutti sono inclini alla tristezza. Il codice comportamentale si è ribaltato all’estremo.
Come mai la gente si comporta in questo modo, evitando non solo l’ironia, ma qualsiasi figura retorica generatrice di equivoci, per non cadere in tentazione?
Nessuno sembra saperlo, dato che la Storia è stata dimenticata. Le fonti ancora viventi, cioè gli anziani, sono ormai pochissimi; in fondo, chi vorrebbe vivere tanto a lungo in un mondo così?!
In questo assurdo scenario si muove il protagonista Timorous René Gootic, che cura i malati, cioè quelli che (g)ridono. René accetta l’incarico al centro Opuc, dove risiedono i corrotti dal Riso per eccellenza: gli adolescenti. Per lui sarà una sfida ambiziosa. E pericolosa.
La Resa del Riso è un distopico in cui almeno il lettore può sorridere fra le pagine.
Ora, dimmi: durante il giorno ti concedi almeno una sana risata? Hai fatto caso a come ti senti dopo aver riso?
--- Foto del collega autore Dario Mondini ---






