L’ASPETTO DELLA SALA D’ASPETTO

immagine evocativa tratta da Pixabay


Immagina di entrare in una sala d’aspetto.

Sei in attesa di iniziare un laboratorio ludico con Elisa e Raffaela.

Entri in sala d’aspetto: sei il primo arrivato.

Mentre ti accomodi, prendi subito il cellulare. Ma qualcosa non va.

Scarico! È completamente scarico. Un po’ come te.

E adesso?

Non puoi controllare se Tizio ti ha risposto al messaggio, né verificare quanti like ha preso l’ultimo post; non potrai sapere i risultati delle partite, né chiedere all’IA cosa puoi fare senza telefono.

Dovrai scoprirlo da solo.

Mentre aspetti, alzi lo sguardi e noti tanti aspetti: i colori delle pareti, gli odori, la bellezza degli arredi… Bastano pochi minuti e ti senti rilassato senza un perché.

Finalmente arrivano gli altri partecipanti, che si accomodano vicino a te. È sufficiente un commento per rompere il ghiaccio, e in un attimo vi trovate tutti a chiacchierare a proposito della sala d’aspetto. Lo scambio è piacevole, tanto che ti sei scordato del telefono.

Continuate a chiacchierare, finché Elisa e Raffaela non vi chiamano a rapporto: si comincia!

Quasi quasi ti dispiace lasciare la sala d’aspetto, ma la curiosità di sapere cosa ti aspetti di là è troppo forte.

Vuoi sapere come continua?

Allora ti aspettiamo per il laboratorio Sala d’aspetto, domenica 22 novembre dalle 14.30, Torino città. Affrettati, i posti sono limitati! Per info e iscrizioni puoi scrivere a: scopriti@yahoo.com / ioamofattoamano@gmail.com

E se proprio non vuoi aspettare, allora gustati il racconto ufficiale del laboratorio!

RALLENTARE IN UN MONDO CHE CORRE

immagine evocativa tratta da Pixabay


Ricordi il gioco del niente di qualche post fa?

Non fare niente per cinque minuti…

Era un esempio di quanto sia difficile rallentare – anche solo per qualche minuto – in un mondo che corre. Basta il bip di una notifica per ritrovarsi nel turbine, persino quando stiamo facendo altro: ti sarà capitato di vedere gente al ristorante che scrolla il telefono mentre mangia, o addirittura mentre “ascolta” qualcuno parlare.

Tuttavia, non c’è bisogno di eliminare la tecnologia dalle nostre vite; basterebbe mettere un confine per non venirne sopraffatti.

Non è facile, ma si può.

Immagina allora un laboratorio ludico che ti faccia rallentare per un pomeriggio, senza schermi attorno, e che ti aiuti a creare quel confine anche nella tua vita quotidiana.

Cosa si farà in questo laboratorio?

Lo scopriremo nella prossima puntata 😉

Intanto, dimmi: per rallentare, quale attività svolgi (o vorresti svolgere) lontano dagli schermi?

SENTIRSI A CASA- DOPPIO REPORTAGE!

 

Oggi il reportage è doppio 😃

È stato infatti un weekend molto intenso per me, ma anche stimolante, in cui per la prima volta ho fatto firmacopie + workshop!

Sabato sono stata ospite della libreria Giunti di Beinasco, nel centro commerciale Le Fornaci. Location interessante: Emporio ha incontrato tanti lettori, facendo breccia in alcuni di loro, e in modo vario per età e genere 📚

Ieri, invece, ho condotto insieme a Raffaela Marescalco il workshop “Sentirsi a casa”. Valeria Olivati non c’era, ma ci ha sostenute a distanza 💖

È stato un pomeriggio molto arricchente, in cui ci siamo sentite davvero a casa 🏡

Ho finalmente potuto proporre le mie ultime invenzioni (il diario degli sfoghi e il gioco dell’oca della gratitudine), per sostenere meglio la scrittura diaristica delle partecipanti che, devo dire, è stata bella fluida ✍

Dopo il diario, Raffaela ha condotto la parte colori ed emozioni, super interessante; alla fine ci siamo chieste cosa proviamo entrando a casa, cosa vorremmo provare e cosa vorremmo che la casa ci aiutasse a raggiungere.

Da autrice prima e co-conduttrice poi, sono molto grata per tutto. Mi sono sentita proprio a casa 🥰

Oggi, però, si torna subito al lavoro: nella settimana in cui spegnerò le candeline, c’è tanto da fare…

--- Se vuoi sentirti a casa anche tu, contattaci! Abbiamo in mente di replicare ;) scopriti@yahoo.com ---

VENDERE PRODOTTI SFUSI


Nel mio romanzo Emporio Eutopia il protagonista Giovanni Le Feci apre insieme agli amici un negozio di prodotti sfusi, plastic free e a chilometro zero. Come si faceva una volta, peraltro: ricordi la drogheria?


Certo, oggi il supermercato aperto h 24, con le sue offerte e i suoi imballaggi risponde fin troppo bene ai ritmi frenetico-consumistici della società attuale.


Un emporio di merce sfusa si distingue però non solo per la qualità dell’offerta, ma anche per la relazione; nel romanzo, infatti, la signora Schiamazzi (l’unica cliente abituale del negozio) spiega a Giovanni e ai suoi amici che al supermercato è difficile far due chiacchiere, mentre lì da loro si trova bene.


Ma la signora Schiamazzi non basta, e gli affari non girano.


Si può fidelizzare le persone puntando solo su prodotti sfusi per la colazione? Giovanni riceverà il suggerimento da sua madre di vendere anche carote e cipolle… Sarà questa la soluzione? Non ti resta che leggere il libro per scoprirlo ;)


Foto: Emporio Eutopia qualche mese fa a Sacco Matto, negozio di merce sfusa di Torino che punta tanto sulla relazione 😊


--- Sabato 17/10 sarò a Beinasco (libreria Giunti, centro commerciale Le Fornaci) per un firmacopie dalle 11 in poi. Se sei nei dintorni passa a salutarmi! 📚✍ ---

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