TAPPA A LEVANTE




Questo weekend ho staccato un po’ unendo il… firmacopie al dilettevole.


Potevo forse lasciarmi sfuggire l’occasione di fare un tuffo al mare?! O un giretto fra i portici di Chiavari? 😎


Il firmacopie di Emporio Eutopia, presso la libreria Fieschi di Lavagna, pur con bassa affluenza è andato bene. Non poteva essere altrimenti, visto che ben due colleghi autori sono passati a trovarmi: prima Fulvio Di Sigismondo, e poi Cristina Origone (che mi ha pure portato una copia di Agatha 🤩)


Lo staff della libreria mi ha accolta benissimo anche stavolta, e la clientela è stata gentile. Questi sono i dettagli che mi fanno poi decidere se tornare oppure no: i numeri (delle vendite) contano, ma fino a un certo punto.


Se in estate passerai da Lavagna per le vacanze, ti consiglio di fermarti in questa libreria incantevole; tanti libri fra cui scegliere, nuovi e usati, compreso Emporio di cui è rimasta ancora qualche copia.





ALZATI E CAMMINA


Hai mai provato il blocco del foglio bianco?


È paralizzante, vero?

Non sai che scrivere, ti senti impotente.


Qualunque sia la causa del blocco, il primo consiglio è: alzati e cammina. Sì, come Lazzaro! Infatti, per ‘resuscitare’ la tua vena creativa dovrai fare di tutto, tranne che scrivere.

Hai letto bene.


Potrebbe essere stanchezza, oppure potresti sentirti inconsciamente inibito per qualche motivo (non ti reputi all’altezza, temi ciò che la scrittura ti rivelerà, ecc), in ogni caso tu alzati e cammina.


Fare una passeggiata è un ottimo modo per riconnetterti a te stesso. I benefici di una camminata sono tanti, specie a livello creativo. Staccare e lasciar riposare la propria opera, anche se è soltanto un foglio bianco, è quanto di meglio tu possa fare.


Come ha scritto il collega Dario Pelizzari, le idee arrivano ovunque, mentre quando sei davanti alla scrivania è solo il momento in cui le vesti.


Attenzione, però, a non pensare che basti cavalcare un’idea fulminante, perché può subentrare un secondo blocco: ne parla oggi l’altro collega scrittore Riccardo Valle qui- riccardovalle.it/come-sviluppare-idea-post-blog-senza-rimanere-bloccato


In generale, non forzare mai se hai un blocco. Prenditi cura di te stesso, prestando attenzione a ciò che senti.

Puoi decidere di tenere un diario, e non solo per sbloccarti, ma anche per imparare a starci, nel blocco. Che spesso è un modo per rallentare e fermarti.


In seguito, se rimettendoti seduto ancora non riesci a scrivere, allora prendi carta e penna e scrivi… del blocco stesso.


Non so cosa scrivere. Mi sento al riguardo…


Si tratta di un semplice ma efficace escamotage per scardinare il blocco riempiendo la pagina bianca.

Chissà, alla fine potresti tirare fuori anche tu un pezzo sul blocco dello scrittore partendo proprio dalla tua esperienza.


Sono Elisa Cugliandro, scrittrice e counselor a indirizzo olistico. Sono una professionista dal “diario facile”. Hai bisogno di un aiuto concreto e mirato? Contattami per una prima consulenza gratuita a scopriti@yahoo.com.

BLOCCO DI PARTENZA



Questo è uno scatto significativo per me.

Rappresenta l’avvio della mia carriera letteraria e, al contempo, la fine dell’unico blocco del foglio bianco che mi abbia davvero fatto penare.


Un blocco di partenza, insomma. Che durava da mesi: non riuscivo infatti a portare avanti il mio primo romanzo, Damazerico, iniziato a marzo e in seguito abbandonato.


Mi trovavo in montagna, a San Sicario, una frazione di Cesana (TO), per lavorare come animatrice in una colonia estiva per bambini. Mi ero portata dietro il PC portatile, pur senza troppe aspettative.


Invece, accadde la magia.

Lontana da casa, in un ruolo e in un contesto stimolanti, ritrovai ciò che in fondo mi mancava per diventare una scrittrice: la fiducia in me stessa!


Ricordo bene che, quando riaprii quel file word ostico, sapevo cosa dovevo fare... Infatti, ripresi la mia storia senza cedimenti né dubbi, come una centometrista che scatta dal blocco di partenza (anche se la mia corsa si sarebbe rivelata poi una maratona).


Scrivevo ovunque, come dimostra la foto, tanto che le compagne di stanza mi osservavano incuriosite. “Cosa scrivi di bello?”

“Un romanzo” risposi senza esitazione.

“Wow.”


Ecco, wow. La meraviglia di vederlo possibile. Una volta compreso che potevo farlo, non mi fermai più.


Da luglio 2011 a luglio 2026 eccomi qua. Quindici anni dopo. Mille peripezie e ribaltamenti. Ma la visione chiara.


--- Tornerò sul tema del blocco giovedì, in collaborazione con un collega ---

LA TEATRALITÀ DI EMPORIO


Emporio Eutopia è fuori da ormai quasi tre mesi. Fra le varie osservazioni dei lettori, ce n’è una in particolare, e ricorrente, che mi ha colpito.

La teatralità della storia.


...Che in effetti è nata proprio come sceneggiatura teatrale!

Io stessa mi sono auto-svezzata con le sceneggiature (per musical, in particolare) prima di passare alla narrativa.


Emporio Utopia l’ho scritta partendo dalla raccolta delle testimonianze degli anziani in RSA, una sorta di inconsapevole diario della memoria.


Da quella inedita sceneggiatura nel cassetto ho poi estrapolato la storia di Giovanni Le Feci, l’attuale Emporio Eutopia. Stanco di essere precario e senza prospettive, Giovanni decide di aprire un negozio di merce sfusa con i suoi amici. In periferia. Ma la sfida è fin da subito ardua.


Andrà mai in scena? Mi piacerebbe, e mi è anche già stato proposto (ma agli eventi mi propongo tante cose, solo che… verba volant). Vedremo. Per ora, mi basta immaginarlo sotto qualche ombrellone 😊


Se hai già letto Emporio, hai notato anche tu questa teatralità?

Quale romanzo di autore emergente vedresti bene in scena?


Ti ricordo che, acquistando una copia di Emporio, potrai ricevere in omaggio il Listario di viaggio, ancora per oggi!

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