Ti viene in mente un diario-romanzo?
La letteratura ci offre molti esempi di diari fittizi.
Uno dei più celebri è sicuramente Il diario di Bridget Jones, reso famoso dall’omonimo film.
Un esempio di un certo livello è La coscienza di Zeno, dove il romanzo diventa un diario fittizio del protagonista-paziente pubblicato dal terapeuta per vendetta.
Ci sono poi romanzi narrati in modo più tradizionale, in cui a un certo punto compare l’oggetto diario. In alcuni casi svolge un ruolo davvero importante, come in 1984, dove l’atto di ribellione di Winston parte proprio dalla parola scritta (di nascosto), e in Robinson Crusoe, dove il naufrago per eccellenza si fabbrica tavolo e sedia pur di mettersi comodo per scrivere il proprio diario…
Come non citare, poi, il secondo capitolo della celebre saga di Harry Potter? Il diario maledetto di Tom Riddle entra eccome nella narrazione...
In altri casi ancora, vengono alternati stralci di diario alla narrazione lineare: io stessa mi sono servita di questo espediente nell’Amore provvede, inserendo estratti di diario al servizio della trama per suscitare interesse e curiosità nel lettore.
Quale modalità trovi più coinvolgente? Il diario-romanzo, il diario nel romanzo o il diario alternato alla narrazione lineare? Ti viene in mente qualche altro esempio (restando nella fiction)?
--- Foto d’archivio tratta dal mio primo storico laboratorio sul diario ---











