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| Immagine evocativa tratta da Pixabay |
Ti è mai capitato di osservare le persone nei luoghi pubblici?
Hai notato cosa fanno il più delle volte nei momenti vuoti, per esempio in sala d’attesa, sul bus, al ristorante?
Forse avrai constatato anche tu che la maggior parte della gente tiene la testa abbassata sullo smartphone.
Scrollare è una tentazione troppo forte, un po’ come lasciare i cioccolatini a portata di mano. L’adesso diventa un momento da riempire sempre e comunque per controllare una notifica, guardare video, chiedere all’IA qualcosa, scorrere il feed…
In un turbine così potente e ammaliante, che cattura la nostra attenzione disperdendola, è ancora possibile coltivare passatempi lenti, come la lettura? O siamo destinati a vivere in un perenne episodio di Black Mirror? 😱
C’è una canzone di Diodato che raccontava molto bene questa dispersione già nel 2018, Adesso. “E dici che torneremo a parlare davvero senza bisogno di una tastiera (…) Capire che è adesso è tutto ciò che avremo”.
Ti propongo un piccolo esercizio da fare. Stasera, quando sarai a casa, prendi il telefono e spostalo in un’altra stanza. Lascialo lì per almeno 10 minuti; metti insomma una distanza fisica fra te ed esso per vivere… l’adesso.
Pensa a tutto ciò che puoi (non) fare in quei 10 minuti!
Che ne pensi? Fai già qualcosa di simile? Ti aspetto nei commenti 👇





