RALLENTARE IN UN MONDO CHE CORRE

immagine evocativa tratta da Pixabay


Ricordi il gioco del niente di qualche post fa?

Non fare niente per cinque minuti…

Era un esempio di quanto sia difficile rallentare – anche solo per qualche minuto – in un mondo che corre. Basta il bip di una notifica per ritrovarsi nel turbine, persino quando stiamo facendo altro: ti sarà capitato di vedere gente al ristorante che scrolla il telefono mentre mangia, o addirittura mentre “ascolta” qualcuno parlare.

Tuttavia, non c’è bisogno di eliminare la tecnologia dalle nostre vite; basterebbe mettere un confine per non venirne sopraffatti.

Non è facile, ma si può.

Immagina allora un laboratorio ludico che ti faccia rallentare per un pomeriggio, senza schermi attorno, e che ti aiuti a creare quel confine anche nella tua vita quotidiana.

Cosa si farà in questo laboratorio?

Lo scopriremo nella prossima puntata 😉

Intanto, dimmi: per rallentare, quale attività svolgi (o vorresti svolgere) lontano dagli schermi?

SENTIRSI A CASA- DOPPIO REPORTAGE!

 

Oggi il reportage è doppio 😃

È stato infatti un weekend molto intenso per me, ma anche stimolante, in cui per la prima volta ho fatto firmacopie + workshop!

Sabato sono stata ospite della libreria Giunti di Beinasco, nel centro commerciale Le Fornaci. Location interessante: Emporio ha incontrato tanti lettori, facendo breccia in alcuni di loro, e in modo vario per età e genere 📚

Ieri, invece, ho condotto insieme a Raffaela Marescalco il workshop “Sentirsi a casa”. Valeria Olivati non c’era, ma ci ha sostenute a distanza 💖

È stato un pomeriggio molto arricchente, in cui ci siamo sentite davvero a casa 🏡

Ho finalmente potuto proporre le mie ultime invenzioni (il diario degli sfoghi e il gioco dell’oca della gratitudine), per sostenere meglio la scrittura diaristica delle partecipanti che, devo dire, è stata bella fluida ✍

Dopo il diario, Raffaela ha condotto la parte colori ed emozioni, super interessante; alla fine ci siamo chieste cosa proviamo entrando a casa, cosa vorremmo provare e cosa vorremmo che la casa ci aiutasse a raggiungere.

Da autrice prima e co-conduttrice poi, sono molto grata per tutto. Mi sono sentita proprio a casa 🥰

Oggi, però, si torna subito al lavoro: nella settimana in cui spegnerò le candeline, c’è tanto da fare…

--- Se vuoi sentirti a casa anche tu, contattaci! Abbiamo in mente di replicare ;) scopriti@yahoo.com ---

VENDERE PRODOTTI SFUSI


Nel mio romanzo Emporio Eutopia il protagonista Giovanni Le Feci apre insieme agli amici un negozio di prodotti sfusi, plastic free e a chilometro zero. Come si faceva una volta, peraltro: ricordi la drogheria?


Certo, oggi il supermercato aperto h 24, con le sue offerte e i suoi imballaggi risponde fin troppo bene ai ritmi frenetico-consumistici della società attuale.


Un emporio di merce sfusa si distingue però non solo per la qualità dell’offerta, ma anche per la relazione; nel romanzo, infatti, la signora Schiamazzi (l’unica cliente abituale del negozio) spiega a Giovanni e ai suoi amici che al supermercato è difficile far due chiacchiere, mentre lì da loro si trova bene.


Ma la signora Schiamazzi non basta, e gli affari non girano.


Si può fidelizzare le persone puntando solo su prodotti sfusi per la colazione? Giovanni riceverà il suggerimento da sua madre di vendere anche carote e cipolle… Sarà questa la soluzione? Non ti resta che leggere il libro per scoprirlo ;)


Foto: Emporio Eutopia qualche mese fa a Sacco Matto, negozio di merce sfusa di Torino che punta tanto sulla relazione 😊


--- Sabato 17/10 sarò a Beinasco (libreria Giunti, centro commerciale Le Fornaci) per un firmacopie dalle 11 in poi. Se sei nei dintorni passa a salutarmi! 📚✍ ---

ADESSO

Immagine evocativa tratta da Pixabay


Ti è mai capitato di osservare le persone nei luoghi pubblici?

Hai notato cosa fanno il più delle volte nei momenti vuoti, per esempio in sala d’attesa, sul bus, al ristorante?


Forse avrai constatato anche tu che la maggior parte della gente tiene la testa abbassata sullo smartphone.


Scrollare è una tentazione troppo forte, un po’ come lasciare i cioccolatini a portata di mano. L’adesso diventa un momento da riempire sempre e comunque per controllare una notifica, guardare video, chiedere all’IA qualcosa, scorrere il feed…


In un turbine così potente e ammaliante, che cattura la nostra attenzione disperdendola, è ancora possibile coltivare passatempi lenti, come la lettura? O siamo destinati a vivere in un perenne episodio di Black Mirror? 😱


C’è una canzone di Diodato che raccontava molto bene questa dispersione già nel 2018, Adesso. “E dici che torneremo a parlare davvero senza bisogno di una tastiera (…) Capire che è adesso è tutto ciò che avremo”.


Ti propongo un piccolo esercizio da fare. Stasera, quando sarai a casa, prendi il telefono e spostalo in un’altra stanza. Lascialo lì per almeno 10 minuti; metti insomma una distanza fisica fra te ed esso per vivere… l’adesso.

Pensa a tutto ciò che puoi (non) fare in quei 10 minuti!


Che ne pensi? Fai già qualcosa di simile? Ti aspetto nei commenti 👇

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