Eclettica

Sono eclettica.
Perché la vita è troppo bella per essere monotematica.
Sono eclettica, quindi non sarò mai specialista di niente, ma amante del tutto.

Sono eclettica, che ci posso fare. Se voglio realizzare tante cose diverse, contemporaneamente o quasi. Tipo scrivere un libro, animare una festa, condurre un laboratorio teatrale, comporre una canzone, ideare un gioco di società per gli amici, divertirsi, ricordarsi del proprio blog ogni tanto. E lavorare, certo...

Sono eclettica. Poliedrica. Dinamica. Insomma, non c'è da annoiarsi. Anche se so già che presto o tardi dovrò fare delle scelte o, per meglio dire, delle rinunce... ma cercherò di trovare un equilibrio fra l'inclinazione di poter creare e il lavoro, gli affetti. Me stessa. Sceneggiatrice eclettica, non arrendevole, versatile, talvolta testarda e maniacale. Sono pazza per i viaggi, i libri, i tramonti, le sfide, le gite, le feste, le uscite, le partite, i giochi, i concerti, gli abbracci.
E' bello appassionarsi a tante cose, è un atto d'amore per la vita, però vi assicuro che a fine giornata la stanchezza si fa sentire, dopo aver investito tante energie! Non sono sempre stata così, ma più passa il tempo e più divento
eclettica. 

Buon compleanno Tealtro!

A volte le idee nascono così, disattese.
Un anno fa ero in piena crisi di ruolo, identitaria, esistenziale, universale. Stavo interrogandomi- tormentandomi su quale fosse il mio reale posto nel mondo, prima di andare in giro a rivendicarlo. Da una serie di bislacchi appunti concepii una sorta di gioco per capire meglio questa faccenda del ruolo (non chiedetemi perché, io funziono così...), un gioco insomma per scoprire; ma quel gioco non era per una persona sola, bensì per un gruppo di persone che vuol riflettere, darsi e prendersi dei consigli, confrontarsi, scoprire, scoprirsi, vedersi sotto una luce nuova, e tutto ciò attraverso il magico e divertente palcoscenico della finzione. Avevo inconsapevolmente inventato il progetto Tealtro. Scelsi il nome Tealtro proprio per sottolineare la voglia di scoprire l'alterità nelle sue tante sfaccettature: un altro me stesso, l'altro davanti a me, un altro modo per veder le cose... E dire che io volevo solo capire qual era il mio ruolo...
Me n'ero appena creato uno!

Scoprite i vostri ruoli, 23 marzo 2014

E' trascorso un anno solare dalla prima sortita ufficiale, il primo workshop organizzato con gli amici più cari... come cavie. L'entusiasmo fu tanto grande da spingermi ad andare oltre: Scoprite i vostri ruoli sarebbe infatti diventato la coda di un percorso assai più complesso.
Non è stato un anno facile, però: sono stata sul punto di lasciar perdere tutto. Ma dopo 12 workshop, 40 differenti partecipanti e una bravissima collega con cui co-condurre è dura lasciar perdere! Certo, ora mi ritrovo con l'armadio strapieno di costumi, accessori e schede personaggio, ma posso dire che ne vale la pena. Happy birthday Tealtro!

PS: ricordo che il progetto sta proseguendo in quel di Torino; abbiamo ancora in programma 5 workshop da qui a giugno, il cui prossimo si terrà fra pochi giorni, venerdì 27 marzo. Se qualcuno volesse info su come partecipare ci scriva a: progettotealtro@gmail.com

Visitate la nostra pagina facebook: facebook.com/progettotealtro

Marzo

Marzo...
E' una toccante canzone di Giorgia. Ma anche Lucio Battisti non scherzava coi Giardini di
marzo.
E' il mese in cui iniziai a scrivere Damazerico. Qualche anno più tardi, la storia si sta ripetendo con un nuovo romanzo.
Marzo.
E' il mese delle nuove sfide per me, delle ispirazioni profonde che precedono quasi sempre un momento di crisi e cambiamenti chiamato aprile.
Marzo è voglia di ripartire.
A marzo ho provato ad osare, smettendo di parlare sottovoce.
Marzo è il mese in cui abbiamo scelto di volere più luce.
Nel marzo di due anni fa elessero Papa Francesco, un sorprendente umile riformatore. Marzo è anche il mese della Quaresima, tempo sobrio e di piccole rinunce.
A marzo si svestono cautamente i cappotti e le sciarpe.
Era il 17 Marzo 1861 quando si raggiunse l'Unità d'Italia. Sempre in ritardo, noi italiani. Quando gli altri già erano Stati nazionali, noi lì a perder tempo col Rinascimento...
A marzo abbiamo istituito una festa per le donne e una per i papà. Perché al giorno d'oggi non è facile esser donna, né papà. Tanto meno in Italia. Istituiamo anche la festa dei giovani? 
E pensare che marzo deriva da Marte, il dio della guerra. Molte guerre cominciavano in questo periodo. L'istinto a lottare infatti ci è rimasto, a marzo. 
Il 23 marzo di un anno fa lanciai per la prima volta il Progetto Tealtro.
Era un gioco, uno scherzo. Sta diventando un progetto vero. 
A marzo mi sono accorta.
A marzo mi sono laureata. Di corsa, un po' alla svelta.
A marzo mi sono svegliata.
Sarà pure pazzo, ma è pur sempre a marzo che arriva la primavera.

Tutti cantano Sanremo. Ma proprio tutti...

Finalmente Sanremo è finito, avranno pensato in molti, e con esso tutte le sue annesse polemiche. 
Vorrei che si parlasse più di musica e meno del contorno. Certo, anch'io come voi mi sono chiesta cosa ci facevano lì Arisa ed Emma Marrone in versione improbabili vallette, e anch'io come voi ho fatto fatica a ridere alle battute dei comici (molti dei quali semplicemente inadatti al pubblico dell'Ariston, Pintus in testa), ma davvero vorrei concentrarmi e parlare di musica.

Quest'anno si è tornati alla formula classica: una canzone sola per ogni artista, con l'ormai consueta serata cover del giovedì. Fra i Big in gara alcuni nomi non appaiono proprio "Big" (Bianca Atzei, a parte qualche duetto, quale carriera ha alle spalle?) ma procederei comunque a parlare delle canzoni. Anche dopo vari ascolti non ho trovato nulla di veramente eccezionale fra i brani in gara; mi è piaciuta la canzone di Chiara, Straordinario, che non è andata oltre il 5° posto, però. Non male il brano di Nek, supportato da un buon arrangiamento. Un po' più delicata la canzone di Malika Ayane, arrivata sul podio. Per il resto la qualità, tanto dei testi quanto della musica, a mio parere è decisamente mediocre. Passi che la canzone di Coruzzi-Di Michele non sia proprio indimenticabile, ma mi aspettavo di meglio dai vari Grignani, Britti, Raf e Irene Grandi.
In molti hanno criticato i tenorini (in realtà due tenorini e un baritono) del Volo, colpevoli di aver vinto, ma la loro vittoria era abbastanza prevedibile. In fondo negli anni passati ci è toccato di molto peggio - ricordate Valerio Scanu e Marco Carta? - mentre Il Volo è un trio di voci ben confezionato, un 'prodotto' vendibile e già ben venduto all'estero... personalmente definisco la loro vittoria strategica, in ottica Eurovision, per rimediare alla figuraccia dell'anno scorso di Emma.

La conduzione di Carlo Conti è stata buona, così come buona è stata l'idea di far esibire subito i giovani. Indovinati i superospiti, e pazienza per qualche stecca di troppo... In generale però la qualità dei brani in gara resta mediocre. Non basta un testo di Kekko dei Modà, né una bella voce per fare buona musica. Non basta scegliere un cast di grandi nomi per fare un Festival di qualità, né lanciare nell'arena i vincitori di tutti i talent possibili immaginabili, in tutti i ruoli peraltro possibili e immaginabili (l'Emma valletta): il futuro direttore artistico dovrebbe lasciarsi condizionare meno dal nome, ricordandosi che esiste una categoria apposita, quella dei giovani, per chi ha meno esperienza!
Altrimenti se tutti cantano Sanremo l'anno prossimo ci vado io al posto di Moreno :)

Vi lascio con una mia personale Top Ten delle migliori canzoni del Festival che... non hanno vinto il Festival! Tenete conto che ho 29 anni e la mia memoria storica arriva fino a un certo punto ;)

10. Che sarà- Ricchi e Poveri (1971)
9. Giorgio Faletti- Signor Tenente (1994)
8. E dimmi che non vuoi morire- Patty Pravo (1997)
7. Come foglie- Malika Ayane (2009, sezione giovani)
6. Mentre tutto scorre- Negramaro (2005, sezione giovani)
5. Vattene amore- Minghi & Mietta (1990)
4. La terra dei cachi- Elio e le Storie Tese (1996)
3. Nessuno mi può giudicare- Caterina Caselli (1966). Si piazzò seconda.

2. Vita spericolata- Vasco Rossi (1983). La canzone arrivò venticinquesima. Venticinquesima.

1. Almeno tu nell'universo- Mia Martini (1989). Una delle più belle canzoni in assoluto arrivò soltanto nona...

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