Fattore 1%: conclusione (o nuovo inizio)

 

Ho trascorso gli ultimi tre mesi e mezzo ad allestire una nuova me.

Non avevo alcuna certezza che avrebbe funzionato, ma l’opera di purificazione che ho messo in atto, nella mente e nel corpo, è stata autentica: niente trucchetti, niente falsità, d’altronde con se stessi non si può barare. Un passo alla volta ho raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissata, tra cui praticare yoga per trenta minuti tutte le mattine e anticipare la sveglia mattutina. Ho persino raggiunto obiettivi che non mi ero prefissata, ma che in conseguenza sono arrivati: sono dimagrita quel tanto che è bastato a farmi tornare nei pantaloni di quattro anni fa (cioè prima della gravidanza). Ora che tutto ciò è diventato per me una pratica consolidata, posso andare avanti più serena. Ho guadagnato tantissimo soprattutto dalla pratica della respirazione, ancor più che con la meditazione, tanto che praticarla mi ha cambiato la vita.

Benché raggiunti questi importanti risultati, non mi sento ‘arrivata’ da nessuna parte, anzi. Ho semplicemente fatto una pulizia interiore che mi era necessaria per progredire.

Tuttavia è bene precisare che affrontare un percorso del genere è dura: la semina richiede una pazienza enorme, non si può pretendere di avere il giardino bello fiorito subito (a meno che non si decida di comprare fiori finti, per salvare l’apparenza). Un buon inizio potrebbe essere quello di modificare una- due abitudini della propria routine, senza grandi rivoluzioni, e sempre ricordandosi del Fattore 1%. Non è una gara, si deve procedere con lentezza e costanza.

Ma credimi, ne vale davvero la pena.

Ti piacerebbe imparare queste cose in un laboratorio apposito, dove sentirti a tuo agio e a contatto con altri, alla ricerca di strategie efficaci per migliorare la propria qualità della vita?

Non posso sbilanciarmi oltre, ma mi piacerebbe molto sostenere gli altri nella delicata ricerca della loro direzione.

La saga è finita. Spero avremo modo, a settembre, di incontrarci di persona nel tour promozionale di Miracoli metropolitani, il mio libro, che potrebbe diventare quasi una scusa per incontrarvi e parlare insieme di tante cose belle.

A presto!

Fattore 1%: caffè amaro

Ecco il link della prima puntata della saga, se ve la siete persa: faresol.blogspot.com/2021/04/fattore-1-un-cambiamento-possibile

Perché è così difficile cambiare? Perché è la pigrizia a vincere?

Iniziare non è il problema più grande: la vera sfida è mantenere nel tempo la premessa (o promessa). Molte persone seguono miti di diete radicali, forme fisiche perfette, buoni propositi che sono sempre troppo impegnativi, per poi mollare, all’improvviso, proprio come si era iniziato.

Siamo bombardati da miti motivazionali, del tipo credici, basta crederci e il tuo sogno si avvererà!, e invece non è proprio così. Non perché non sia giusto crederci, ma semplicemente perché la motivazione non basta. La vera chiave del successo è la costanza, che a sua volta necessita di pazienza. Costruirsi un percorso virtuoso richiede tempo, oltre che fatica; quante persone sono disposte ad aspettare che i semi diano i loro frutti?

Il metodo dell’1% è un qualcosa di quasi impercettibile, ma autentico. Più sostenibile e più fattibile. Ti ricordi la prima puntata? Ti avevo raccontato della palletta di zucchero tolta dal caffè. Io che ho sempre divorato dolci e buttato zucchero in quantità, ecco, una decina di giorni fa ho festeggiato il primo caffè amaro della mia vita. Senza latte, senza pallette di zucchero. Ci ho messo circa un mese e mezzo, non l’ho fatto da un giorno all’altro. Ho rallentato quando sentivo che non ero pronta per togliere altro zucchero, ho mantenuto il ritmo senza cedere, fino ad avvicinarmi al risultato: un caffè macchiato amaro. Senza fretta né pressioni ho atteso ancora, fino ad arrivare a bere il caffè amaro con soddisfazione. Ormai mi ero abituata al gusto. Ecco fatto, ora guai a chi mi porgerà la bustina di zucchero accanto alla tazzina ;)

Ora, questo era un piccolo esempio, non è che devi per forza arrivare a bere caffè amaro pure tu! Sono certa che però ci sia qualcosa che desidereresti togliere o ridurre, visto che oggi ti ho parlato di questo, di una rinuncia... Magari si tratta delle sigarette, oppure del cellulare, o della playstation, o dei chili, i dolci, il sale, o quello che ti pare. Cambia poco. Comincia a depotenziare il tuo carico vizioso in una percentuale talmente piccola da rendere minimo o quasi lo sforzo. Sarà più sopportabile. Il giorno successivo, prosegui a sottrarre. Raggiungerai il tuo obiettivo solo se manterrai intatta la costanza, con la pazienza di saper aspettare. Prendilo come il tuo personale campionato: per centrare la zona Champions dovrai comunque disputare tutte e 38 le giornate, accumulando punti senza demoralizzarti per le sconfitte o i pareggi lungo la strada.

Volere è potere, d’accordo, ma deve valere tutti i giorni! Ecco la differenza tra i miti motivazionali seducenti ed effimeri, e una vera strategia efficace quanto sostenibile.

Non è facile, lo so, all’inizio non percepirai il cambiamento. Faticherai sempre più lungo la strada, ma il beneficio sarà lì ad attenderti.

 

---continua---

Miracoli metropolitani: dietro le quinte

 


Mancano ormai pochi giorni all’uscita di Miracoli metropolitani! Il 20 maggio sarà finalmente disponibile.

Nell’attesa ho pensato di svelarvi qualche retroscena dell’opera, con una piccola anteprima per ogni singolo racconto.

Si tratta di un volumetto assai più snello dei miei precedenti libri, che credo ben si adatterà alle esigenze di tutti: farà il caso di un lettore esperto, che potrà divorarselo nel giro di una pausa pranzo, ma andrà benissimo anche per chi fa fatica a leggere o a trovare il tempo per leggere, perché la brevità delle storie non spaventerà troppo.

Quindi Miracoli metropolitani è una piccola antologia su misura per tutti.

Nel titolo la parola miracoli esprime la sequela di eventi prodigiosi che si verificano al principio o durante ogni storia; la parola metropolitani riguarda invece le varie ambientazioni urbane scelte, dove potrete trovare Torino in almeno un paio di occasioni.

Ma saranno proprio quelli indicati, gli autentici miracoli?

 

Ho scritto questo volumetto durante il 2020, che per me è stato decisamente l’anno dei racconti… Cioè, ho impiegato ben 4 romanzi prima di approcciarmi a questa forma di prosa più breve e probabilmente più sottovalutata. (Nei primi mesi dell’anno ho infatti scritto un racconto lungo che non fa parte di Miracoli metropolitani, poiché è il sequel del mio romanzo distribuito ma non pubblicato, Fuga dall’amore.)

Il primo racconto del libro è in effetti anche il primo che ho scritto in ordine cronologico: Ombra Nera è la storia di un misterioso supereroe che s’aggira per Torino allo scopo di proteggerla. Ma non usa armi, non vola dai tetti, e… Qui mi devo già fermare, il rischio spoiler è troppo alto! Quando lo terminai non potevo ancora immaginare che sarebbe stato il racconto apripista di una piccola saga.

In quella difficile primavera (e per chi non lo è stata, quella del 2020?) feci poi dei sogni, uno dei quali diede origine a Il ruscello dall’acqua miracolosa, la seconda storia di Miracoli metropolitani. È qui che parlo più approfonditamente del concetto di periferia, immaginando cosa potrebbe capitare se d’improvviso un’acqua risanante scorresse nel punto più degradato di un’indefinita metropoli. In mezzo, mi sono concessa anche una mini-saga familiare tutta al femminile.

Nell’estate scrissi poi Cimeterock, e lì mi fu ormai chiaro che stava andando a comporsi una vera e propria raccolta. Per questa storia ripresi un mio vecchio spunto, aggiungendoci la fresca frustrazione per non aver raccolto molti entusiasmi con le mie canzoni, in effetti un tema spinoso per me. E come rispose il mio istinto creativo a questa provocazione dell’io razionale? Beh, ovviamente fornendomi l’ispirazione per una canzone omonima, che nella storia è cantata dal protagonista, Antonio, un musicista in crisi d’identità che si trova rinchiuso in un cimitero la notte di Halloween. Una zombie story, la mia prima, che strizza l’occhio ai Ramones e apparentemente ad alcuni dei classici cliché di genere.

In seguito mi misi a lavorare su Lo spacciatore di sogni, anche qui recuperando una vecchia idea accantonata. Unica delle cinque storie scritte in prima persona, racconta un altro smarrimento, stavolta al femminile. In una cupa Torino notturna, la protagonista Martina s’imbatterà nel misterioso personaggio dello spacciatore di sogni.

Dopodiché scrissi di getto l’ultima storia, I tre livelli, che si basa su un altro mio sogno sconvolgente. Mentre scrivevo mi accorsi che quello doveva essere il sequel della storia precedente, che dovevo ancora riprendere Martina, e così fu. Il racconto si svolge in una chiesa molto particolare, dove la protagonista affronterà le sue paure e quindi se stessa.

Se queste storie ti faranno sorridere, emozionare, divertire, riflettere, se magari ti saranno utili per il tuo cammino, se così sarà anche solo per te, singolo lettore, allora saprò di aver fatto centro.

È il potere dei libri, in fondo.

O la magia.

E allora… vi aspetto in libreria!


www.amazon.it/Miracoli-metropolitani-Piccola-antologia-racconti

Fattore 1%: il circolo virtuoso

 Rieccoci alla 'saga' dedicata al Fattore 1%. In questa seconda puntata vorrei focalizzarmi particolarmente sul circolo virtuoso. Se hai perso la prima puntata ti rimando a questo link: faresol.blogspot.com/2021/04/fattore-1-un-cambiamento-possibile

Dunque… Eravamo rimasti alla palletta di zucchero, ricordi?

Qualcosa mi è scattato, dicevo.

Ho cominciato a progettare nella mia testa un ipotetico piano, intuendo che forse una routine mattutina diversa potesse aiutarmi a star bene. Riluttante ad anticipare la sveglia, convinta che sarei stata solo più stanca, ho subito capito che dovevo prima agire su un altro problema: correggere la mia routine serale! Non che io andassi a dormire tardi, anzi... Per me il problema, da creativa in subbuglio perenne, è sempre stato prendere sonno. Ormai l’abitudine di rimuginare, finanche compiendo viaggi mentali, era ben rodata da decenni. Così ho provato a buttar giù i miei pensieri poco prima di coricarmi – un suggerimento del genere da scrittrice non potevo certo ignorarlo – e in effetti ho notato un leggero beneficio. Ho tentato di placare il turbine di pensieri, acquietandolo e concentrandomi solo su una cosa: dormire. … Oh, niente di più difficile al mondo! Le persone normali provano a smettere di bere, di fumare, oppure si mettono a dieta o vanno a correre: la mia vera sfida dipendeva da correggere questa cattiva abitudine e piantarla di farmi i film prima di addormentarmi! Così ho introdotto dei brevi momenti di rilassamento, respirazione e meditazione durante la mia giornata. All’inizio non è che ci sia proprio riuscita, ehm, l’automatismo era davvero troppo radicato in me per poterlo correggere dall’oggi al domani...

E tu? Hai unabitudine (o vizio) che non riesci proprio a correggere?

 

Torniamo alla mia cronistoria. Dunque, dopo aver sentito i primi lievi benefici, leffetto valanga mi ha travolta: mannaggia a quella palletta di zucchero! In realtà stavo cominciando a costruire quello che Luca Mazzucchelli chiama circolo virtuoso. Una buona abitudine che si vuol instaurare nella propria vita è scontato che ne richiami un’altra, così per me iniziare a lavorare sulla routine del sonno e della sveglia anticipata ha immediatamente richiesto un cambio di dieta. Precisazione: per me non non era prioritario perdere peso, piuttosto sentirmi leggera e in uno stato di benessere. Nel giro di una settimana ho aumentato il consumo di frutta e verdura, anche e soprattutto nei miei pasti col baracchino, iniziando a togliere di mezzo bibite, snack e dolciumi. Pur avendo poco tempo la sera per cucinare, mi sono organizzata, per mangiare più vitamine possibili e fare a meno di alimenti più pesanti e zuccherini. Alla fine è stato più facile di quanto credessi; quando è una tua libera scelta la vivi diversamente (il mio unico precedente di cambio dieta risale alla gravidanza, lì fui obbligata a togliere di colpo un sacco di roba buona e patii tantissimo).

Dopo qualche giorno, sempre più immersa nella logica del circolo virtuoso, mi sono decisa a riprendere yoga, partendo da cinque minuti al mattino. In tutta sincerità ho provato subito qualche dolorino muscolare, ma anche un sollievo pazzesco nei primi giorni. Ostinata e prudente, ho cominciato ad aggiungere qualche posizione aumentando il minutaggio e facendo crescere un beneficio sempre più evidente nella mia persona: più paziente, più tonica, più gentile, più energica. Più leggera.

Col passare dei giorni, i miei piccoli acciacchi si sono ovviamente ripresentati, ma nulla di invalidante: poco a poco ho compreso quali erano i movimenti da evitare. Il discorso yoga è soggettivo; benché è noto che faccia bene a tutti, è possibile che per un’altra persona l’ideale sia andare a fare jogging, oppure passeggiare, oppure caricarsi di esercizi aerobici. Il mio bisogno, visto il lavoro che faccio, era quello di impossessarmi di un equilibrio psico-fisico armonioso.

Tuttavia non era sufficiente questo piano: dovevo anche rimettere ordine.

Nel senso letterale.

Mannaggia al Fattore 1%!

L’ambiente che ci circonda è importante: non si può mangiare sano, fare sport e... vivere in un porcile.

E così ho preso a riordinare il mio ufficio (avete idea di come sia l’ufficio di un’animatrice?!), la mia casa, e i miei appunti dal volume notevole. ... No scherzo, quelli giacciono copiosi in un angolino! Per le imprese eroiche mi devo allenare ancora molto.

Così il mio tempo libero, da rovente parentesi dedicata ad appunti per idee future – quindi proiettando il mio sguardo sull’oltre – è passato ad essere preziosa miniera da cui estrarre materiale utile per scrivere il mio prossimo romanzo, la mia vocazione profonda. E la tua, qual è? Ci hai pensato? Cosa faresti del tuo tempo, se domani potessi sceglierti liberamente l’occupazione?

Nella prossima puntata entrerò più nel dettaglio della routine, così che tu possa eventualmente prendere spunto. Nel frattempo, ti lascio un consiglio preziosissimo. Respira. Questo può essere il primo semplice passo da compiere. Impara a respirare, profondamente, a svuotare la mente, a regolare il tuo ritmo interiore. Ti aiuterà. È gratis, è salutare, apporta un grande beneficio. Non è detto che tu debba affrontare diete, sveglie anticipate, duri allenamenti. Ma respira.

Fai tre respiri profondi, svuota i pensieri, infine pensa a un qualcosa, anche una minuzia, per cui sei grato/a oggi.

---CONTINUA---

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