Scrivere a mano, ormai lo sappiamo, fa bene. Oltre a essere un potente mezzo di introspezione, rafforza la memoria, la concentrazione, la creatività.
Molte volte, però, sento dire: “io non ho tempo di farlo!”
Posto che quel “non ho tempo” è inesatto (il tempo è uguale per tutti: al massimo può essere “non ho energie”, oppure “preferisco fare altro”, che è comunque legittimo), come si può introdurre una routine di scrittura?
Bisogna creare un’abitudine. Anche piccola, di qualche minuto al giorno per capirci. Meglio far poco tutti i giorni, che scrivere tanto raramente.
Prima, però, deve scoccare la scintilla. Dev’esserci uno stimolo, perché altrimenti diventa uno sforzo. Bisogna, insomma, appassionarsi. Ma scrivere a mano è un gesto che costa fatica, come ci si fa ad appassionare?
L’innesco migliore ha a che fare con la socialità. Un laboratorio a tema è perfetto: si condividono difficoltà e impressioni insieme ad altre persone, si prova a scrivere in un contesto “apparecchiato” e si vedono subito gli effetti della pratica.
Per renderlo più frizzante, poi, io di solito lo rendo anche divertente!
--- Sto preparando un workshop mega-galattico sulla scrittura diaristica 😎
(Quello in foto è del maggio scorso, in libreria) ---

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