Presentazione in ludoteca

 


Ti è mai capitato di assistere a una presentazione in ludoteca?

Ti racconto com’è andata la mia giovedì 4 luglio.

La proposta mi piace fin da subito. Solo che… a luglio, in una formula mai testata prima… Ecco, una gran bella sfida! Praticamente sto facendo da cavia.

E, difatti, capisco presto che non c’è affluenza da aperitivo.

Direi piuttosto affluenza da elezioni, rende meglio l’idea.

Per dare la carica prendo la chitarra e canto Cimiterock, la canzone della raccolta di racconti Miracoli metropolitani. Senza amplificazione, mi faccio aiutare dai presenti. “Suonando un po’ di rock-rock!”

Poi scombino il protocollo, che di parlare in stile conferenza stampa non mi va. Se posso, preferisco parlare in piedi, più vicino al pubblico.

“Che cos’è un miracolo?”

“Qualcosa di sorprendente” risponde una signora.

Durante il mio discorso, un’altra signora si alza e se ne va. Ecco qualcosa di sorprendente! Mantengo la concentrazione e proseguo.

“Con questi racconti sfido il lettore: il miracolo può essere qualcosa di più di un evento prodigioso.”

Cambiare può essere assai sorprendente e prodigioso.

Arriva il momento di firmare le dediche sui libri. Sono più di quante pensassi.

A fine serata ho l’impressione che l’evento sia stato un piccolo miracolo metropolitano.

Ringrazio Claudia per lospitalità: sono molto felice di aver fatto da cavia e di essermi messa in gioco... in ludoteca! Che lesperimento continui con altri appuntamenti letterari! Se vuoi curiosare, trovi "La Torre di Aaly" in via Luini 11/C, Torino.

Il diario... in cantiere


 IL DIARIO... IN CANTIERE


Si può fare pratica del diario in modo efficace ma divertente?


Questa è grossomodo la sfida che sto costruendo, passo dopo passo, anzi… parola dopo parola.


Per rendere Il diario provvede un laboratorio più utile, alla portata di tutti, ho deciso di trasformarlo un po’. Non che finora sia stato noioso, ma ho avuto l’impressione di averlo impostato in modo troppo scolastico. E allora lo sto progettando più… frizzante.


Quello che presenterò in autunno sarà un vero e proprio percorso laboratoriale: oltre al diario, infatti, ci sarà un workshop inedito di cui parlerò più avanti.


Qualche piccola anticipazione: nel prossimo Il diario provvede ci sarà la possibilità di misurarsi con diverse tipologie di diario, per trovare quella più adatta a noi, e maggior spazio all’interazione di gruppo.


Ecco, lavori in corso: il cantiere è bello aperto ma non posso farti sbirciare oltre 😉


Cosa vorresti in un laboratorio di scrittura a mano?

Ti piace l’idea di un percorso formativo che sia anche divertente?


--- Sabato 22 giugno sarò a Casale Monferrato per un firmacopie presso il Mondadori Bookstore, via Roma 36/C. Se sei in zona, ti aspetto! ---

Prestare i libri



PRESTARE I LIBRI

Per alcuni lettori è una cosa da pazzi. Per altri, invece, una prassi.

Prestare i libri: sì o no?

Molti hanno timore di non riaverli più indietro, e allora preferiscono custodirli gelosamente. Altri, magari, se li scambiano come le figurine!

Se parliamo di lettori voraci – tipo la sottoscritta – diventa impensabile comprare in continuazione libri, a meno che non si tappezzi tutta casa coi libri.

La pratica del prestito è comoda, economica e arricchente; magari si può optare per uno scambio alla pari se proprio non ci si fida ;)

A volte lo scaffale di un amico può rivelarsi più interessante e fornito di Amazon: edizioni speciali, antiche, in lingua originale, libri con dedica dell’autore…

Io in genere presto senza problemi, e chiedo in prestito a mia volta.

Nell’ultimo anno, per esempio, ho prestato il bellissimo “La pura vida” di Gianluca Gotto a due persone diverse. E, fra i migliori prestiti beneficiati, entra di diritto “Avere o essere” di Erich Fromm (foto), la cui non possessione si sposava in modo perfetto con la filosofia del libro stesso. Ma il capolavoro è stato un prestito del prestito (foto a destra), regolarmente restituito!

Presti volentieri i libri? Quale che sia il tuo agire, ti lascio qui sotto una breve guida elaborata sulla base dei commenti che su LinkedIn sono arrivati in merito all’argomento.






Far sentire la propria voce

 

Una scena del film Sister Act (foto tratta da Wikipedia)

FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE 

Credo che tu conosca il celebre film del 1992 “Sister Act”, magistralmente interpretato dalla vulcanica Whoopi Goldberg.

Il personaggio protagonista, Suor Maria Claretta, si presta bene come modello sovversivo da cui prendere spunto. In particolare, vorrei farti riflettere sul modo in cui lei impatta sul convento dove approda: osando e sfidando le convenzioni.

Ricordi le scene del coro sgangherato e stonato delle suore durante la Messa, e poi le loro scialbe prove? 

Suor Maria Claretta, che nel film è una cantante sotto copertura, porta alle sorelle del convento una prospettiva nuova su loro stesse.

Alla Messa successiva, infatti, sotto la conduzione della protagonista, il coretto regala un’esecuzione gospel del Salve Regina indimenticabile; le suore tirano fuori la voce, la loro vera voce, essenza repressa o mal espressa, e lo fanno in un’atmosfera di allegria condivisa, tanto da attirare la gente del quartiere che, dall’esterno, entra incuriosita nella chiesa semi-deserta…

Sister Act è stato uno dei miei film preferiti. Avendo cantato nel coro della chiesa per davvero, poi, avevo a cuore l’argomento!

Ecco, credo che nella vita dovremmo far sentire la nostra voce più spesso, senza preoccuparci del giudizio o delle convenzioni. 

Può essere un esercizio lungo e faticoso, ma ne vale la pena.


Clicca qui per riguardare la scena clou del film: www.youtube.com/sisteract

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