Siccità

Periodo di scarse parole, scarsi momenti, scarse occasioni. Siccità.
Periodo di esasperata ricerca, di logorante attesa che piova affinché germogli questa terra.
Un'immensa voglia di sentirsi parte di qualcosa, di qualcuno, un'immensa voglia di raccogliere frutti.
Eppure, ogni cosa sembra sfuggire. E non piove da troppo, troppo tempo ormai.
Nè sorrisi nè proclami, non ci siamo. Non ancora. Occorre attendere pazientemente. Tutto rimandato. A domani, a fra due settimane, al decennio prossimo, chi lo sa. Tuttavia, meglio confidare e levare lo sguardo, arido come questa terra, meglio levarlo al cielo, in una forma di rischio e fiducia e speranza.

Spirito Paralimpico

Sipario londinese di nuovo su, per le Paralimpiadi.

L'Italia sta andando molto bene, gli atleti di punta non hanno fallito e ci sono state anche delle belle sorprese... L'Italnuoto ha trovato il suo fenomeno, Cecilia Camellini, capace di vincere due ori e un bronzo. Il grande Alex Zanardi ha vinto l'oro nell'handbike cronometro, alla veneranda età di 45 anni. La Minetti (Annalisa s'intende...) smessi i panni di aspirante Miss Italia e di cantante sanremese è diventata un'atleta mezzofondista e ha acciuffato un bronzo incredibile. Assunta Legnante, già atleta normodotata prima di perdere la vista, ha stravinto nel lancio del peso. E poi, tanti altri trionfi azzurri per un bottino che cresce...

Beh, è lecito farsi alcune domande sul movimento paralimpico. Al bando, tanto per cominciare, pietismi e ipocrisie. Tralasciando la celebrità Oscar Pistorius (già nel mondo dei normodotati, però se non vince la gara paralimpica si infuria) è bene parlare di questi atleti- perché sono atleti a tutti gli effetti- e del loro grande spirito; nuotano e corrono e saltano e tirano senza braccia o senza gambe o senza vista. Non si sono arresi alla vita ma l'hanno anzi degnamente onorata.
Oggi tendiamo ancora troppo a vedere nelle persone diversamente abili la loro disabilità e basta; sapete in quante cose sono incapace io? Eppure sono normodotata... Mi viene in mente che troppo spesso noi pensiamo e ci concentriamo troppo su ciò che non abbiamo. Alex Zanardi si reputa un fortunato, uno che ha avuto tanto dalla vita. Proprio lui dice questo. Come la famosa ballerina Simona Atzori, che definì Dio un pittore perfetto, un pittore che scelse di disegnarla così, senza braccia. I normali le propinano un handicap e poi si stupiscono se lei utilizza le gambe come fossero braccia.

Ora, consideriamo la Paralimpiadi. Belle, certo, ma. Se davvero vogliamo raggiungere l'integrazione, quella vera, bisogna integrarsi sul serio. Mischiarsi. In futuro dovremmo andare oltre. Fondere le Paralimpiadi con le Olimpiadi e renderle una cosa sola. Dare a tutte le gare lo stesso valore. Perché la canoa è una specialità olimpica e non lo può essere l'handbike? Certo, occorrerebbe un lavoro organizzativo impressionante, ma niente di impossibile suppongo; di tecnologie e di cervelli buoni ce ne sono.
Un tempo nemmeno le donne atlete- quelle poche che esistevano- erano così ben viste, per non parlare degli atleti neri. Appunto. Tanto vale allora provare a buttarle giù tutte, queste barriere. Lo sport è una bellissima favola da condividere tutti insieme. Nel pieno dello spirito (para)olimpico.

Ciao Sandro

L'ultima volta che l'ho visto se ne stava appoggiato alla ringhiera del suo balcone, pacifico, appostato lì in cima come a monitorare la situazione. "Ciao Sandro". Lui ricambia il saluto, con un sorriso.
Alessandro, per tutti Sandro, aveva 65 anni. Lo vedevo spesso occupato a fare. In genere pulizie, servizi, favori per qualcuno in difficoltà. Ad ogni Estate Ragazzi stazionava sempre col suo inseparabile fischietto. Era una sorta di jolly onnipresente, dedito alle sue mansioni di volontario come nessun altro: e fai attraversare tutti i bambini e blocca le auto, e vai a recuperare la seconda elementare sparsa per la piscina, e fai il servizio di portineria, e vai ad aprire il bar che c'è una coda interminabile di golosoni... Riguardo vecchie fotografie e lo ritrovo sovente, agli angoli dell'inquadratura, impegnato a supervisionare. Ma guai se si arrabbiava, quel fischietto era una bomba acustica assordante!
Sandro se n'è andato, colpito da un infarto bruciante e impietoso, in un tardo pomeriggio di inizio settembre; una domenica che sembrava luminosa, fino al momento in cui il suo cuore ha cessato di battere. Inspiegabile per tutti, credenti e non credenti. Provi a realizzare o almeno a capire ma è perfettamente inutile.
Ricordo, una volta lo incontrai per caso e per caso lui riuscì a spiegarmi la storia della sua famiglia partendo da un semplice come stai. Era fatto così Sandro, parlava e sviscerava e ritritava qualsiasi argomento...
Un paio di notti fa ho fatto un sogno. C'era lui con la sua famiglia, c'ero io con la mia, e altre persone di San Giak, la nostra mitica parrocchia. Ebbene, ci troviamo in alta montagna, ad una specie di festa che però dobbiamo presto abbandonare perché si è fatto tardi. E buio. Dunque ci incamminiamo insieme per scendere attraverso il sentiero, avvolto nell'oscurità. Non è facile da percorrere ma qualcuno mi fa notare le copiose stelle sopra di noi; mi fermo a guardarle, formano disegni bellissimi, anzi, costellazioni! Accidenti... Mi son fermata e quasi rischio di perdere il passo... è buio pesto e non posso restare indietro. Mi rimetto in cammino ma improvvisamente la luce del giorno scalza il buio. Sono incredula, c'è già la luce?! Proseguiamo senza più difficoltà, il sole illumina la nostra strada, fino a destinazione: una grande stanza piena di gente in festa, altra gente di San Giak. Che buffo sogno, ma che vorrà mai dire? Ho pensato subito. Poi ho capito. Dopo.
Sandro vive e vivrà nei nostri ricordi dei capodanni insieme e delle gite, della festa in strada con la gara di corsa, degli spettacoli di fine anno, delle chiacchierate collettive a fine Messa e al bar, dopo che mi aveva servito caramelle in quantità. Sandro vive e vivrà soprattutto nelle sue figlie, che fra l'altro hanno avuto il merito di avermi illuminato in un momento di smarrimento assai recente. Buon sangue non mente, direi. Sono straordinarie e nemmeno lo sanno. Ma. Adesso è dura, lo dicono i fiumi di lacrime. La prova è di quelle difficilissime, come sempre quando sopraggiunge la morte e per giunta in maniera così improvvisa. E' dura per sua moglie e per tutti i suoi familiari, ma ce la faranno. Li ho visti, li ho guardati bene: erano già forti prima, ora diverranno una famiglia di invincibili. E sono certa che, nei momenti di difficoltà, se si fermeranno ad ascoltare con attenzione, avvertiranno un suono che li farà rialzare. Il suono d'un fischietto.
Ciao Sandro.

Che la man riesca allo scoperto

Oggi tira un'aria gelida e autunnale che francamente disorienta un po'. Ma non eravamo in vacanza?! Okay, è il segnale che è tempo di tornare dietro le nostre scrivanie pour travailler...
E allora, un augurio di buona ripresa dei vostri lavori/ studi/ attività/ progetti/ ricerche... Bentornati a tutti!

Che la Man riesca allo scoperto...
Entro pochi giorni potrete leggere un blog rinnovato: si tratta del classico restyling che ogni tanto ci vuole. Come un giornale che si rinnova e si presenta con un'edizione tutta nuova. Sto preparando nuove rubriche, nuove pagine, nuovi post e nuova grafica per rendere questo blog ancora più figo ;)
Non sto pensando di rivoluzionarlo, ma semplicemente di adattarlo ai cambiamenti che mi stanno attraversando. Tale rinnovo sarà pensato soprattutto per voi che lo leggete, per presentare contenuti interessanti per farvi sorridere/ riflettere/ interrogare/ intrattenere.
Dunque spero di poter amplificare questa voce, questa voce narrante. Proverò a raccontare storie verosimili e talvolta inverosimili, sempre alla ricerca di un significato utile per le nostre vite. Proverò a commentare fatti e fattacci senza scadere nella retorica. Proverò a sdrammatizzare spargendo un pizzico di ironia qua e là. E quale che sia il contenuto delle pubblicazioni, proverò a metterci sempre un barlume di originalità, ciò che denoto manchi sempre più nella nostra cultura odierna... E proverò ad andare a caccia di originalità altrui, affinché questo blog divenga un'originale gigante finestra sul mondo e per il mondo. Pertanto, lancio un invito a chiunque avesse del materiale inedito cui desidera far prendere vita; da questo momento il blog è a vostra completa disposizione per racconti, video, articoli ed anche per link esterni.
Cercasi altre voci, insomma.
Mi è già capitato di cercarne e di metterne di nuove voci, ma è giunto il momento di forzare ancor più la dimensione individualista che spesso caratterizza noi artisti (o aspiranti tali!).
Dunque, chiunque desiderasse sfruttare questa finestra per promuovere iniziative, opere, articoli o altre folli idee può contattarmi. L'invito resta aperto. Purché si tratti di folli idee ;)
A molto presto approfondirò e spiegherò le nuove rotte che già mi stanno contraddistinguendo.
Buona ripresa a tutti!

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