A caccia delle più belle canzoni di sempre

Pensavo fosse giunto il momento di dare una scossa a questo blog.
Pensavo di spezzare la monotonia degli articoli scritti ultimamente con qualcosa di puro intrattenimento. E che possa piacere un po' a tutti. Ho pensato subito alla musica. E mica musica qualunque!
Da diverso tempo aspiro a stilare una classifica delle più belle canzoni di sempre. Lavoraccio. Ma divertente... Basta scegliere non solo le canzoni più di successo, ma anche quelle più citate, parodiate, canticchiate, coverizzate, scopiazzate, scaricate, remixate, reinventate. Perché si prende sempre dai migliori... 
Ci avevo già provato a maggio a proporvi una classifica musicale, dichiaratamente tematica: 100-best-rock-songs-ever-part-2
Ho deciso però di cambiare formula; aggiungerò infatti una rubrica con curiosità/aneddoti/ info varie su ogni brano, anche per motivare le mie scelte (per ognuna delle canzoni difatti, voi ne potreste proporre altre dieci migliori, ma essendo una classifica di 'soli' 150 posti devo per forza usare dei criteri di selezione). Inoltre allegherò link con versioni originali o apprezzabili cover. Spezzetterò la classifica in 5 parti, presentando ogni volta 30 canzoni.
L'obiettivo è quello di scoprire o riscoprire brani e artisti e generi musicali. La Top 150 sarà trasversale per genere, lingue ed epoche. Molto più di questa illustre classifica: http://www.rollingstonemagazine.it/musica/classifiche/le-500-canzoni-migliori-di-tutti-i-tempi/31531
Cosa ve ne pare di questa classifica di Rolling Stone? Condividete?
Mi sono dunque divertita a decretare le più belle 150 canzoni di sempre -500 erano un po' troppe- ma ho voluto semplificarmi il compito; il sempre intanto è relativo, poiché guarderò solo alla musica scritta dal dopoguerra in poi, prendendo in considerazione soltanto i brani con un testo (al bando dunque i brani strumentali e le colonne sonore, cui però dedicherò un servizio a parte in futuro...). Preparatevi ad un viaggio fra epoche, note, tastiere, chitarre, duetti, melodie leggendarie... Da Aretha Franklin a Lady Gaga, dai Led Zeppelin ai Linkin Park, da John Lennon a Justin Bieber... tranquilli, scherzavo! Non cambiate blog!
Ho scelto le canzoni tenendo conto non solo delle vendite ma anche della memoria collettiva, cercando poi di non essere troppo rockcentrica o anglocentrica, cosa comunque difficile. A breve pubblicherò la prima parte.

                                       

Dalla poltrona alla piazza

In coda ore per l'Iphone 5.
Uno stipendio sacrificato per possedere l'oggetto del desiderio. Collettivo.
Meglio il paradosso immorale dei nostri tempi. Meglio questo che affannarsi a insorgere.
Mentre in Spagna la piazza è riempita dalla rabbia dei cittadini stanchi, in Italia riempiamo le poltrone. Ecco quelle sempre gonfie e ricamate delle Regioni, delle Province, del Parlamento... E noi scarichiamo rabbia fumosa contro chi non si schioda da quelle poltrone, noi che ci adiriamo dalle nostre di poltrone, consunte, rattoppate, ma ancora comode; noi che ci sprofondiamo per guardare meglio la televisione, buttando di tanto in tanto occhiate benevole al nostro nuovo scintillante telefono in grado di fare tutto, anche dirci cosa dobbiamo fare. Niente.
Sprofondiamo sempre più nelle nostre poltrone a guardare i gol della Serie A e la nuova puntata della nostra fiction preferita. Al TG dicono che in Spagna è caos... oh... Che scene, quelle. Poliziotti che picchiano manifestanti. (sebbene non sia la verità assoluta: http://www.informarexresistere.fr/2012/09/29/le-rivoluzioni-si-fanno-con-lappoggio-delle-forze-dellordine-la-lezione-spagnola/#axzz2827RsCA4). Ma a noi no, non ci riguarda. Non ci sfiora. Niente rivoluzioni, non abbiamo tempo, non abbiamo voglia.

Eppure, se cominciassimo timidamente ad alzarci... Ma dalla poltrona alla piazza il percorso è arduo e richiede una volontà incrollabile. Come una fede. Innanzitutto si dovrebbe resistere al richiamo di restare dove si è, come in una domenica mattina in cui si desidera dormire. Poi si dovrebbe resistere al dolore dei muscoli assopiti. E una volta usciti di casa, resistere ai vicini che ti deridono per la scelta appena fatta. E poi, una volta raggiunta la piazza? Che si fa, si impugnano forconi, sassi e manganelli?
A quel punto si scoprirebbe di averla già compiuta, la rivoluzione. Dalla poltrona alla piazza. Il tuo pezzo di puzzle è stato messo... Non c'è bisogno d'essere un black block per insorgere, né di decapitare nessuno.

Se cominciassimo per davvero...
Potremmo metterci in coda.
Per protestare, informarci, dire la nostra. Se nessuno può darci la Rivoluzione, è il momento di dipingerla noi, con le nostre mani. La poltrona sarà anche comoda, ma è dannatamente monotona. E nemmeno ti permette di capire quanto vali.
http://www.uman360.it/?page_id=24

I libri cambiano la vita

Può un romanzo di pura fantasia arrivare ad influenzare il nostro quotidiano, i nostri valori, le nostre abitudini? Può un verso poetico restituirci la speranza perduta? O un saggio di economia illuminarci improvvisamente? Può lo stesso libro cambiarci profondamente per due volte, a distanza di anni? La risposta è: eccome!
Spesso le risposte che cerchiamo sono racchiuse nei libri. Leggere un libro è assai più coinvolgente di un film o uno spettacolo, che si esauriscono in poche ore. Un libro ti accompagna per giorni, settimane, a volte per mesi. I personaggi prendono vita come fossero reali, la trama pulsa dentro di te. Soffri, gioisci, rifletti. Leggere un romanzo è un'avventura estremamente coinvolgente (e figuratevi scriverlo...) al termine della quale non si è più gli stessi: è una sorta di grande viaggio. Non vedi nuove cose, ma hai nuovi occhi. Come fai a restare lo stesso dopo milleduecento pagine della trilogia de Il Signore degli anelli?!
Ci sono libri che divoriamo, altri che abbandoniamo a metà, altri ancora che terminiamo a fatica (magari per dovere, o perché ci sono stati regalati), altri che di punto in bianco ci travolgono, altri ancora che ci sconvolgono. Ogni lettore poi ha una diversa sensibilità e un diverso metro di giudizio.

In Italia si legge poco, si sente dire spesso. Non vale per tutti ma è verosimile, giacché molti trovano la lettura pesante, soporifera, noiosa, faticosa. Ma suppongo che leggere Harry Potter sia uno splendido modo per avvicinarsi alla lettura, difficile rimanerne delusi (e difficile staccarsi dalle pagine...). Suppongo che un Due di due di De Carlo vada altrettanto bene, oppure un'avventura contemporanea come Nel mare ci sono i coccodrilli di Geda, o Il Piccolo Principe, intramontabile... Se si vuol essere più temerari, perché non cimentarsi con un classico come Dracula di Bram Stoker? O Il Fu Mattia Pascal di Pirandello?
Comunque, prima che troviate il libro giusto, quello in grado di scatenare dentro di voi emozioni, immagini, fantasia, sentimenti, sogni, potrebbe volerci un po'.
Se diventa difficile acquistare libri nuovi per via dei costi si può virare verso le bancarelle dell'usato. Ma. Esiste un metodo molto più semplice: scambiarseli. La soluzione biblioteca va altrettanto bene, d'accordo, ma scambiarli con amici e parenti ha un vantaggio in più: si può beneficiare del parere dell'altro e si può esprimere il proprio, proponendo scambi di titoli in un vortice di prestiti il cui vantaggio è immenso... Mettere le mani su Dostoevskji, Tolstoj, Eco, Allende a costo zero e senza l'impiccio di accumulare volumi sugli scaffali... A dirvelo è una che tendenzialmente nel futuro dovrebbe venderli i libri, non incoraggiarne il prestito suggerendo collaudate tecniche low cost! Comunque sia, il tempo non è maturo perché possa parlarvi di quel che scrivo io, mannaggia, però mi piacerebbe farlo... fra due o tre secoli se avrete pazienza ;)
Nel frattempo, concludo lasciandovi una lista di dieci libri. Sono meri suggerimenti, non verità assolute! Buona lettura qualunque cosa scegliate di leggere stasera!

1. Qualsiasi libro della saga di Harry Potter, JK Rowling. Prova poi a staccarti...
2. Una volta nella vita, Danielle Steel. Genere rosa ma di ottima fattura.
3. L'arte di amare, Erich Fromm. Un saggio illuminante sulla cosa più bella che si possa fare: amare.
4. Il Santo, Susan Trott. Un libro non troppo lungo e ricco di insegnamenti.
5. Il Dono supremo, Paulo Coelho. Va dritto all'essenziale della vita. Ed è un libricino molto breve... 
6. Il banchiere dei poveri, M.Yunus. Un saggio-romanzo su un'idea da premio Nobel per la pace.
7. Uto, A. De Carlo. Romanzo atipico che cresce d'intensità con l'avanzare dei capitoli.
8. Mille splendidi soli, K.Housseini. Ancora più bello de Il Cacciatore di aquiloni.
9. Se per un anno una lettrice, N.Sankovitch. Storia vera di una donna che lesse un libro al giorno, per un anno.
10. Piedi di cerva sulle alte vette, H.Hurnard. Uno di quei libri che rileggi 3-4 volte sempre volentieri.

Lode alla bicicletta

Eccoli sfrecciare lungo le vie impegnati in improbabili slalom per le piste ciclabili affollate ora da passanti, ora da automobili con la doppia freccia, oppure semplicemente immersi nel roboante traffico cittadino come entità indefinite senza una precisa collocazione, il cui smog è duro a digerire...

Ciclisti metropolitani della nuova generazione. Quante (dis)avventure sull'asfalto.
Ogni tragitto diventa un atipico viaggio in sella, un’avventura urbana fatta di incontri-scontri a colpi di campanello, lotta per i propri diritti - la precedenza per esempio - e lavoro continuo di ginocchia. Ma cosa spinge tanta gente ad avventurarsi sulle due ruote?
Pedalando si guadagnano resistenza e tonicità muscolare. E poi, poter scorrere sulla destra a bordo della propria bici mentre fiumi di automobili sono ferme in coda, suona quasi come una liberazione… Dunque, oltre alle gambe ne giova anche l’umore, senza lo stress dell’imbottigliamento e dei clacson.
Soltanto con la bicicletta è possibile unire la necessità di spostarsi rapidamente a quella di svolgere un minimo di attività fisica, per non parlare del non-consumo di benzina che tanto bene fa al portafoglio, visti i prezzi esorbitanti dei carburanti. Vero è che il rischio di subire il furto del mezzo rimane sempre alto, ma con qualche piccolo accorgimento si può quantomeno rendere la vita difficile ai ladri: doppio lucchetto di qualità e blocco di ambedue le ruote. Non è una garanzia d’antifurto, ma è abbastanza per stare tranquilli.

A Torino è facile imbattersi in parecchi ciclisti, peraltro di ogni età, specie nella bella stagione. Tuttavia va detto che la bicicletta d’inverno non è un tabù: la si può utilizzare 365 giorni l’anno, l’importante è che testa, mani e piedi siano sempre ben protetti. In città esiste il TO Bike, un servizio che consente di affittare una bicicletta con l’ausilio di una tessera elettronica: si risparmiano così tempo e denaro, ed è un ottimo servizio per chi predilige brevi spostamenti.

Andare in bicicletta è uno stile diverso d’essere utenti della strada; ogni metro è una fatica per le gambe, ma anche uno splendido modo di spostarsi godendosi il panorama cittadino senza dover passare dal benzinaio a fare il pieno. Lodare questo mezzo è compito di chi, da anni, gode dei suoi immensi benefici.

Dieci buoni motivi per passare alle due ruote

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