Elogio del fallimento

I miei 4 libri: Damazerico, Fuga dall'amore, Miracoli metropolitani, La Resa del Riso

Ti sei accorta anche tu, che siamo tutti più soli? Tutti col numero dieci sulla schiena, e poi sbagliamo i rigori Ti sei accorta anche tu, che in questo mondo di eroi Nessuno vuole essere Robin

(Cesare Cremonini, "Nessuno vuole essere Robin")

In questo tempo spietato e frettoloso, nessuno sembra avere tempo per godersi il processo, tutti vogliono i risultati. Se non centri il bersaglio sei un fallito, una fallita. In questo tempo spietato e frettoloso, i sogni sono materia che scotta. Perché il marchio del fallimento sembra essere una vergogna, un disastro, un brutto voto dopo uninterrogazione, unirrimediabile dimostrazione di ciò che che vali. In un tempo in cui tutto è quantificato e misurato, si guarda solo al risultato.

Ecco perché desidero raccontarvi la mia esperienza, spiegandovi come mai sogni e fallimento stanno nella stessa frase. Siete pronti?

Dieci anni fa, il 2 maggio 2012, debuttava questo blog col titolo che la man esca allo scoperto, da cui trassi lo pseudonimo manesca. Il mio sogno era quello di diventare una scrittrice e, benché avessi cominciato a scrivere nel 2011, fu proprio il 2012 il mio anno di grazia: aprii questo blog, completai Damazerico e scrissi altri due romanzi, composi una vagonata di canzoni, e poi un numero imprecisato di post, pensieri, progetti... Lavoravo anche in una redazione come praticante giornalista sportiva, quindi mi ritrovai dentro un percorso professionale coerente. Ecco, dovevo solo riuscire a pubblicare Damazerico, magari anche il nascente Fuga dall’amore, e il successo sarebbe arrivato. Non nego di averci fantasticato su, e daltronde l’ispirazione mi scorreva dentro con una facilità impressionante!

Eppure.

Ho fallito. Tante, tante di quelle volte che sono diventata, ehm, professionista del settore.

Iniziai la mia carriera fallimentare con Damazerico, respinto da varie parti e pubblicato forse per riconoscenza dall’editore con cui all’epoca collaboravo, a fine 2013. Ma il lavoro si reggeva solo sulle mie fragili competenze, tutte ancora in costruzione, e scomparve dopo sole 40 copie ormai rarità.

Se non avessi fallito sarei stata travolta dalle critiche e magari anche dal successo; in entrambi i casi non ne avrei retto il peso.

Abbandonai il giornalismo e mi buttai in una delle mie mirabolanti imprese, il Tealtro. La forza che mi stava riportando verso l’animazione mi portò a concepire questo progetto da zero ma, anche in questo caso, non avevo competenze specifiche! Il progetto durò ben oltre i primi workshop sperimentali, ma le prospettive di farne un progetto a lungo termine, magari finanziato, fallirono. Già che cero abbandonai pure il blog.

Se non avessi fallito non avrei mai conosciuto la realtà della RSA, fondamentale per la mia formazione, né avrei fatto il corso di animazione (la cui più grande ricchezza è stata quella umana), tantomeno avrei iniziato a scrivere La Resa del Riso.

Nel frattempo incassai rifiuti da ogni direzione, per ogni mia opera. Mi lanciai anche nei giochi da tavolo, ma alla fiera decisiva leditore restò perplesso davanti al testing del mio gioco. Cominciavo a sentire la frustrazione, sentivo di aver fallito. A questo si aggiungevano pure le canzoni che non riuscivo a condividere, tanto meno a incidere. Vedevo il disastro generale ma non larricchimento.

Se non avessi fallito sarei diventata distratta e vanagloriosa, troppo acerba per riuscire a gestire critiche, opportunità o successo.

Nel 2018 ero sposata, madre di una cucciola, prossima a tornare a quel lavoro di animatrice che ormai adoravo. Tentai ancora una volta con i libri, partecipando al torneo letterario "Io Scrittore" con La Resa del Riso, ma niente da fare: dalle critiche ricevute capii che dovevo lavorarci su ancora. Nel 2019 riuscii finalmente a centrare una selezione per Fuga dall’amore: è fatta! O forse no. C’era linghippo, e si chiamava crowdfunding. Mi ci lanciai, non avendo nulla da perdere. Ma sapermi vendere non era proprio la specialità di casa. Fu infatti un fallimento. A oggi il romanzo non è ancora stato pubblicato. Però, dai, ci ho guadagnato ben 30 euro di royalties sulle copie stampate ai sostenitori...

Se non avessi fallito non avrei imparato le lezioni fondamentali sulla scrittura, né ripreso questo blog. Inoltre, non avrei mai potuto gestire una pubblicazione fra trasloco, poppate, inserimento al nido e brusco rientro al lavoro.

Ripescai l’idea del blog proprio da quell’ultimo fallimento. Gli diedi un nuovo nome, FaReSol, perché la natura e la cultura della mia professionalità erano cambiate. Ottenni riscontri bassi, più bassi ancora di manesca. Un capolavoro di fatica al vento, insomma.

Se non avessi fallito mi sarebbe balzata l’idea di fare smartworking e diventare blogger, rinunciando al mio lavoro di animatrice, visto che da lì a poco sarebbe scoppiata la pandemia.

Nel 2020 scrissi il racconto-sequel di Fuga dall’amore, manco l’avessi pubblicato, e Miracoli metropolitani. Sentivo uno spirito diverso, dentro quei racconti. Il racconto-sequel ottenne qualche timido consenso. Troppo poco rispetto alla fatica spesa. Nel frattempo, il mio meraviglioso lavoro stava piegandosi alle peggio cose causa covid. Di lì a poco decisi di condividere le mie canzoni, che da troppo tempo giacevano dentro il dimenticatoio… Rispolverai i miei brani migliori, allacciai qualche contatto per una probabile collaborazione artistica, ma i risultati furono impietosi. "Te la sei cercata" me lo dissi da sola. Poi finalmente la luce (editoriale)! Si manifestò a fine 2020, per Miracoli metropolitani. Ma non ero una scrittrice di romanzi? Va beh, fa lo stesso. Neanche il tempo di stappare lo champagne che dovetti affrontare inenarrabili batoste professionali che mi fecero perdere fiducia e serenità. 

Se non avessi fallito non avrei mai sentito la necessità di intraprendere il cammino del Fattore 1%, la rivoluzione dolce delle abitudini, la mindfulness…

Ma con la pubblicazione era fatta, o no?

Pubblicai la mia prima raccolta di racconti a maggio 2021. Presentai il mio libro davanti a una manciata di persone. Doveva essere il mio momento di gloria, invece sbattei contro l’amara realtà. Successivamente incassai vari rifiuti per presentare il libro. Un gran bel risultato che mi valse il master di specializzazione in scienze del fallimento.

Se non avessi fallito avrei lasciato il lavoro che in quel momento mi stava logorando, senza mai arrivare alle idee successive e senza completare il percorso di consapevolezza già intrapreso.

Per gettarmi via le scorie puntai tutto sui concorsi, quasi che la letteratura debba essere una competizione. Diedi un’ultima chance a Fuga dall’amore. Le probabilità di vincere erano davvero basse, e invece… arrivò terzo! Che bello!

Ma non successe niente di niente. Niente eventi mondani, niente stampa, niente discorso, niente proposte editoriali, niente. Bella croccante questa medaglia di bronzo... sa di fallimento.

Se non avessi fallito avrei trascurato lavoro e formazione, e considerata inconsciamente la competizione come il giusto mezzo per raggiungere obiettivi scavalcando tutti (ed ecco il senso della rubrica Esplorautori, nata per promuovere i libri degli altri).

Nel frattempo, neanche La Resa del Riso ce l’aveva fatta a vincere. Tuttavia, attirò l’attenzione della casa editrice LuoghInteriori. Giunsero poi altre insperate possibilità sul piano professionale e formativo, ma tutte puntualmente naufragarono sul più bello. Il blog, da parte sua, portava sempre meno visualizzazioni.

Se non avessi fallito sarei salita di livello senza considerare la resiliente opportunità di creare dal nulla idee come il Museo Sensoriale, il Museo da tavolo e la Libreria da tavolo. Attualmente sto continuando a fallire: queste idee non sono un risultato favoloso di cui potersi sfregiare, ma laboratori pieni di insidie e piccole soddisfazioni e paziente lavoro.

Ecco, ora sai che la mia storia di animautrice è costellata di tantissimi fallimenti. E ti ho raccontato solo una parte, i più eclatanti, nel montaggio ho dovuto tagliare varie scene ;) Non so dirti come andrà La Resa del Riso, ma so che affronterò ogni presentazione con una consapevolezza diversa dal passato, che il valore conta assai più del successo.

Non bisogna avere paura di fallire: in questa epoca spietata e impaziente anche il più meraviglioso giardino necessita di molto tempo e molta cura per poter fiorire.

Se non avessi fallito non sarei la persona che sono oggi.

Se non avessi fallito, altro che mindfulness, cura di me stessa e ricerca del benessere autentico.

Se non avessi fallito non avrei imparato un bel niente.

- Sono certa che anche tu hai fallito varie volte, ed è un bene! Vuol dire che avevi qualcosa di bello da costruire. Pazienta. Persevera. Rimodella. Ritenta. -

Se non avessi fallito i miei sogni non si sarebbero fatti così belli e consapevoli.

Sognare e fallire non sono che due facce della stessa medaglia. Possono stare nella stessa frase, come nella stessa vita.

Sognavo di diventare una scrittrice, ora sogno di farti sognare fra le pagine che ho scritto.

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