E i romanzi prendono vita



--- PRESENTAZIONE A TRINO VERCELLESE, 14 MARZO 2024 ---

Questa è stata una settimana pazzesca per “L’amore provvede”. Ieri ho presentato entrambi i romance a Trino Vercellese, nella rassegna “Mangiare parole” condotta dal bravissimo Raffaele Borghesio. Anche stavolta ho condiviso la serata con un collega autore di grande esperienza, Fulvio Di Sigismondo. È stata una gran bella presentazione!


E pensare che lunedì sono arrivate le prime valutazioni su Amazon a una stellina… Di quelle brutali, senza recensioni scritte. Per un’opera auto-pubblicata non è proprio il massimo.


In presenza, però, è tutta un’altra storia.

Perché si ha l’opportunità dell’incontro.

E i romanzi prendono vita.

Leggendoli a voce alta (come suggerisce Pennac).


Cantando e suonando “Close your eyes”, proprio come fa Chiara nella storia.


Ascoltando il feedback di una lettrice soddisfatta, in particolare, della parte diaristica del primo atto.


Firmando dediche, spacciando segnalibri e ampliando il pubblico attorno alla serie.


E poi, verso casa, distrutta di stanchezza, ascoltando “Iris” che passa in radio.


Ecco, scelgo di essere grata per quanto di bello sia accaduto attorno ai libri, ma scelgo anche di accettare con serenità le cose che non posso controllare.


Vi lascio, infine, un breve contributo sonoro!


IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA

LEGGERE A VOCE ALTA


“L’uomo che legge a viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano”


C’è un senso di meraviglia, nella lettura ad alta voce.

Anche se nei luoghi di lettura in genere si impone il silenzio per non disturbare, e noi stessi siamo soliti leggere assorti nel silenzio, Pennac sottolinea con vigore l’importanza di questa pratica.


Leggere a voce alta è come recitare un testo, in un gesto altamente inclusivo: che ne sarebbe dei bimbi in età prescolare, o degli anziani che hanno difficoltà a vedere, altrimenti?


Questo nono diritto è quello a mio parere più sociale di tutti: se ami i libri, aiuta anche gli altri a scoprirne la magia! Scandendo le parole di una poesia di Alda Merini, o uno dei racconti di “Marcovaldo” di Calvino, oppure una fiaba classica di Apuleio… Condividere la lettura usando la propria voce è un atto educativo e divulgativo di grande impatto.


Ma si può coltivare la lettura ad alta voce anche in solitudine (pare che Dostoevskij scrivesse pure a voce alta). Ci sono tante declinazioni possibili: si può ascoltare un audiolibro, un monologo teatrale, si può partecipare a una presentazione…


Quando ho letto al pubblico degli estratti dei miei libri, li ho sentiti vibrare. Lì il senso di meraviglia l’ho sentito eccome!


Ti capita di leggere ad alta voce? Cosa ti suscita, invece, ascoltare un testo letto a voce alta?

Come (ri)costruire una biblioteca

COME (RI)COSTRUIRE UNA BIBLIOTECA

Quattro anni fa intrapresi un progetto di ampliamento della biblioteca della RSA in cui lavoravo. Riuscii ad allargare l’offerta di libri, catalogandoli e sistemandoli per bene.


Tutto bello, peccato fosse l’inverno del 2020.

Quel che successe dopo lo puoi ben immaginare…


Quest’anno, rientrando in struttura, ho ritrovato quella stessa biblioteca con molti più libri, ma in uno stato di disordine imbarazzante.

Potevo forse rimanere a guardare la saggistica mescolata alla narrativa, senza criterio?? Ovviamente no!


Mi sono quindi (ri)lanciata in un progetto di riordino, nonostante il poco tempo a disposizione.


Ho coinvolto gli anziani ospiti, in modo che possano contribuire alla causa. Ci riuniamo; facciamo qualche lettura ad alta voce, un po’ di chiacchiere sui libri, dopodiché si parte a bomba a timbrare, controllare e catalogare i libri.


Rispetto al 2020 sono assai più cauta e paziente, ecco perché il progetto sta proseguendo adagio… L’Universo, però, deve aver saputo e - difatti - l’altra settimana ci hanno donato circa cento libri. Me la sono cercata.


Penso che ogni struttura pubblica dovrebbe dotarsi di biblioteca, pur piccola! Presto o tardi, anche quelli che dicono “io tanto non leggo” si avvicineranno curiosi agli scaffali.


Se avessi il potere, dove vorresti installare una biblioteca? Dal parrucchiere, al lavoro, nel tuo condominio? Hai un progetto virtuoso da raccontare?


Clicca qui per saperne di più sul progetto originario: faresol.blogspot.com/2020/02/come-inventarsi-una-biblioteca-vol1


I DIRITTI DEL LETTORE: SPIZZICARE

 

IL DIRITTO DI SPIZZICARE


Questo diritto del decalogo di Pennac potrebbe apparire come superfluo: aprire un volume a caso della nostra libreria, per leggerne solo un breve passaggio, ha senso?

Vediamo perché può diventare importante.


“Quando non si ha né il tempo né i mezzi pe concedersi una settimana a Venezia, perché negarsi il diritto di passarvi cinque minuti?”


Il diritto di spizzicare è tutto qua, in questa potente metafora offertaci dallo scrittore: perché negarsi la bellezza di una poesia di Baudelaire, di un verso di Shakespeare, di un passo di Jane Austen? Perché negarsi il piacere, fugace eppure intenso, di rileggere un passaggio del nostro libro preferito?


Se non abbiamo il tempo di leggere (o rileggere) “Il barone rampante”, spizzichiamolo!

Saranno anche pochi minuti, ma in compagnia di Italo Calvino...


La frenesia delle nostre giornate è tale che a volte un verso poetico o una frase tratta da un romanzo non può che farci del bene. Immagina l’impatto di un celebre passo letterario dopo una giornataccia stressante.


Io spizzico più per necessità che per piacere, ma ogni tanto mi capita di concedermi una breve pausa con una poesia.


E tu, dimmi, spizzichi? Che cosa nello specifico? Oppure preferisci le letture integrali?

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