Spazio recensioni- Vita di Pi

Vita di Pi, di Yann Martel, 2001 
Edito da Piemme

"Voglio essere sincero. Non ho niente contro gli atei; sono gli agnostici che non sopporto. Il dubbio è utile se dura poco. (…) Se Cristo passò una notte d'angoscia in preghiera, allora anche noi possiamo permetterci i dubbi. Ma poi bisogna superarli."

Probabilmente molti di voi conosceranno il film e non il libro.
Io stessa ho visto prima il film, e solo in questo periodo mi è capitato di leggere il romanzo.
Devo dire che mi hanno molto colpito le vicissitudini dello scrittore, che prima di questo libro aveva avuto ben poca fortuna; il successivo viaggio in India ne cambiò vita e carriera.

La parte della storia più conosciuta è senz'altro la lunga permanenza del giovane Pi Patel a bordo di una scialuppa nel Pacifico in compagnia di una tigre del Bengala.
Personalmente ho trovato molto bella anche la prima parte del romanzo, quella antecedente al naufragio; il giovane Piscine Patel è figlio di un gestore di uno zoo in India. Fin da subito Piscine deve fare i conti con le prese in giro riguardo al suo nome, che poi decide di abbreviare a Pi. Attraverso il suo giovane sguardo, l'autore ci propone descrizioni dettagliate e interessanti sui comportamenti animali. L'animale più pericoloso dello zoo è l'uomo, si legge, per smorzare un po' il nostro antropocentrico vizio di metterci sempre al centro dell'universo.
L'avvicinamento di Pi alle religioni (che lo porterà a essere contemporaneamente cristiano, musulmano e induista) si rivela essere la parte chiave del libro; è sbalorditiva la profondità del protagonista che si interroga su Dio e sulla vita finendo per abbracciare fedi diverse e citando Gandhi - tutte le religioni sono vere - in sua difesa contro lo scetticismo degli adulti, quegli stessi adulti che non sanno far altro che sminuire le fedi altrui senza rispetto, mentre Pi trova conforto in ognuna di esse. 
Poi arriva il clou del libro, cioè il naufragio: se vi aspettate una favoletta di un ragazzo che ammaestra una tigre, sappiate invece che troverete una narrazione cruda e minuziosa di macabri dettagli, perché si tratta pur sempre di una storia di sopravvivenza. Prima della tigre, Pi si trova a dover fare i conti con una iena: il modo in cui l'animale viene descritto è sconvolgente. L'autore riesce così nell'intento di far patire al lettore la paura, la fame, la sete e la disperazione del protagonista, che troverà poi una sorta di equilibrio proprio grazie alla scomoda presenza del felino Richard Parker.
Dopo 300 pagine si approda poi al notevole finale della storia, dove viene offerto un bivio di spiegazioni; sta al lettore validare l'interpretazione che ritiene più giusta.

Una scrittura cruda ed emozionante nello stesso libro, una lettura che scorre via senza appesantire: Vita di Pi è un romanzo che merita assolutamente d'essere letto.
Una piccola precisazione, infine, per non crearvi false aspettative: contrariamente a quanto avviene nel film, nel libro non troverete storie d'amore.

  Narrazione (coinvolgimento e svolgimento della trama) SUPER!
  Linguaggio (grammatica, sintassi, ricchezza del lessico) OK
  Stile/ originalità (quanto l'autore sia riuscito a distinguersi) OK
  Personaggi (evoluzione, caratterizzazione, dialoghi) OK
Copertina e quarta di copertina (presentazione esteriore del libro) SUPER!

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