Cosa fai dopo una giornata storta?

"Il diario provvede", incontro dello scorso febbraio

Ogni tanto può capitare qualcosa di inatteso che ci ferisce.


Tizio ti ha preso a male parole, Caio ti ha mancato di rispetto, hai trovato una gomma a terra…


Sono imprevisti che succedono. Ed essendo imprevisti, non ti chiedono il permesso.

Anche se sarebbe comodo.

“Ehi, ciao, sono l’imprevisto! Posso capitare il giorno 11? Hai impegni in calendario?”


Un imprevisto può rovinarci i piani, toglierci il sorriso, generare stati d’animo negativi.


Tu che fai dopo una giornata storta?

Ne parli con qualcuno? Ti sfoghi, ti distrai, fai finta di niente?


Per liberarsi del peso emotivo c’è una strategia efficace a cui puoi facilmente ricorrere.

Scrivi.

Con carta e penna. Scrivi come ti sei sentito in quella circostanza. Scrivilo, e poi rileggiti.


Scrivere ti aiuterà ad alleggerirti dentro, oltre che a mettere a fuoco l’accaduto. Mica poco!


--- Se vuoi fare un po’ di pratica di scrittura a mano, c’è il laboratorio che fa per te: Il diario provvede. In autunno si riparte, scrivimi per info! ---

Citazioni nascoste nel romance


Mi piace molto inserire citazioni di opere nei libri che scrivo. In alcuni casi lo faccio in modo indiretto, o addirittura nascosto!


Nel romance “Un nuovo sguardo” mi sono presa il lusso di citare – sia in modo diretto che indiretto – due grandissimi autori inglesi: Shakespeare e Tolkien.


Per Shakespeare l’opera in questione non poteva che essere “Romeo e Giulietta”; della celebre tragedia c’è la citazione d’apertura, il rimando abbastanza evidente al balcone, e persino il libro stesso che compare nelle mani dei protagonisti… Ma non solo. C’è pure una breve citazione nascosta, e non così facile da individuare.


Di Tolkien ho citato “Il signore degli anelli”. Volevo andare oltre le citazioni classiche di genere, inserendone anche altre di tutt’altro contenuto (c’è un verso di Baudelaire, il rimando a La Cicala e la formica) perché la letteratura è bella in ogni sua forma.


Torniamo a Tolkien. Nel libro, uno dei personaggi è un cultore del genere fantasy e ne parla entusiasta a Chiara e gli altri personaggi. E poi c’è la citazione indiretta… nascosta ma neanche troppo.


Se hai letto “Un nuovo sguardo”, ci hai fatto caso?

Hai altri esempi di citazioni indirette e/o nascoste?


Clicca qui per dare uno sguardo a “Un nuovo sguardo” 😉

www.amazon.it/Lamore-provvede-Atto-nuovo-sguardo

Le età del desiderio



Conosci il quadro in foto?


Si intitola “Tre età dell’uomo” ed è un’opera di Giorgione, 1500 circa.

C’è un legame fra questo dipinto e il mio romanzo “La Resa del Riso”.


Quando lo scrissi, ero consapevole che l’ispirazione arrivasse dal mio lavoro con gli anziani in RSA… ma nella storia gli anziani quasi non ci sono! Al loro posto, pur rinchiusi, ci sono gli adolescenti.


Qualcosa non mi tornava. Perché gli adolescenti sono i più ribelli? Perché gli anziani sono latitanti?


Rimasi col dubbio per lungo tempo.


Finché non mi capitò quest’immagine.


Il dipinto delle tre età mi accese una lampadina, tanto che approfondii la questione leggendo “Le età del desiderio”, un saggio di Francesco Stoppa che ha proprio questo quadro in copertina.


Adolescenza e vecchiaia sono età più simili di quanto si pensi. Entrambe accomunate dal desiderio di ribellione, entrambe ai margini decisionali. È l’età adulta, infatti, a dirigere le operazioni: l’uomo al centro del dipinto è intento a dispensare la lezione al ragazzo.


Nella metropoli distopica del mio libro, gli adolescenti sono quelli che più patiscono l’ideologia anti-riso dominante; gli anziani sono quasi del tutto assenti, e con essi la memoria del passato…


Ecco, ora tornava tutto!


E alla fine, osservando il quadro, lo vedi anche tu?


L’unico dei tre inoperoso, ma che sa di esserci.


Vuoi saperne di più su “La Resa del Riso”? Leggi la recensione 👇 www.ufficistampanazionali.it/2024/04/28/elisa-cugliandro-sorprende-con-la-resa-del-riso-un-romanzo-distopico-imperdibile

Presentazione in ludoteca

 


Ti è mai capitato di assistere a una presentazione in ludoteca?

Ti racconto com’è andata la mia giovedì 4 luglio.

La proposta mi piace fin da subito. Solo che… a luglio, in una formula mai testata prima… Ecco, una gran bella sfida! Praticamente sto facendo da cavia.

E, difatti, capisco presto che non c’è affluenza da aperitivo.

Direi piuttosto affluenza da elezioni, rende meglio l’idea.

Per dare la carica prendo la chitarra e canto Cimiterock, la canzone della raccolta di racconti Miracoli metropolitani. Senza amplificazione, mi faccio aiutare dai presenti. “Suonando un po’ di rock-rock!”

Poi scombino il protocollo, che di parlare in stile conferenza stampa non mi va. Se posso, preferisco parlare in piedi, più vicino al pubblico.

“Che cos’è un miracolo?”

“Qualcosa di sorprendente” risponde una signora.

Durante il mio discorso, un’altra signora si alza e se ne va. Ecco qualcosa di sorprendente! Mantengo la concentrazione e proseguo.

“Con questi racconti sfido il lettore: il miracolo può essere qualcosa di più di un evento prodigioso.”

Cambiare può essere assai sorprendente e prodigioso.

Arriva il momento di firmare le dediche sui libri. Sono più di quante pensassi.

A fine serata ho l’impressione che l’evento sia stato un piccolo miracolo metropolitano.

Ringrazio Claudia per lospitalità: sono molto felice di aver fatto da cavia e di essermi messa in gioco... in ludoteca! Che lesperimento continui con altri appuntamenti letterari! Se vuoi curiosare, trovi "La Torre di Aaly" in via Luini 11/C, Torino.

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