Elogio del fallimento

I miei 4 libri: Damazerico, Fuga dall'amore, Miracoli metropolitani, La Resa del Riso

Ti sei accorta anche tu, che siamo tutti più soli? Tutti col numero dieci sulla schiena, e poi sbagliamo i rigori Ti sei accorta anche tu, che in questo mondo di eroi Nessuno vuole essere Robin

(Cesare Cremonini, "Nessuno vuole essere Robin")

In questo tempo spietato e frettoloso, nessuno sembra avere tempo per godersi il processo, tutti vogliono i risultati. Se non centri il bersaglio sei un fallito, una fallita. In questo tempo spietato e frettoloso, i sogni sono materia che scotta. Perché il marchio del fallimento sembra essere una vergogna, un disastro, un brutto voto dopo uninterrogazione, unirrimediabile dimostrazione di ciò che che vali. In un tempo in cui tutto è quantificato e misurato, si guarda solo al risultato.

Ecco perché desidero raccontarvi la mia esperienza, spiegandovi come mai sogni e fallimento stanno nella stessa frase. Siete pronti?

Dieci anni fa, il 2 maggio 2012, debuttava questo blog col titolo che la man esca allo scoperto, da cui trassi lo pseudonimo manesca. Il mio sogno era quello di diventare una scrittrice e, benché avessi cominciato a scrivere nel 2011, fu proprio il 2012 il mio anno di grazia: aprii questo blog, completai Damazerico e scrissi altri due romanzi, composi una vagonata di canzoni, e poi un numero imprecisato di post, pensieri, progetti... Lavoravo anche in una redazione come praticante giornalista sportiva, quindi avevo un interessante percorso professionale. Ecco, dovevo solo riuscire a pubblicare Damazerico, magari anche il nascente Fuga dall’amore, e il successo sarebbe arrivato. Non nego di averci fantasticato su.

Eppure.

Ho fallito. Tante, tante di quelle volte che sono diventata, ehm, professionista del settore.

Iniziai la mia carriera fallimentare con Damazerico, respinto da varie parti e pubblicato forse per riconoscenza dall’editore con cui all’epoca collaboravo, a fine 2013. Ma il lavoro si reggeva solo sulle mie fragili competenze, tutte ancora in costruzione, e scomparve dopo sole 40 copie ormai rarità.

Se non avessi fallito sarei stata travolta dalle critiche e magari anche dal successo; in entrambi i casi non ne avrei retto il peso.

Abbandonai il giornalismo e mi buttai in una delle mie mirabolanti imprese, il Tealtro. La forza che mi stava riportando verso l’animazione mi portò a concepire questo progetto da zero ma, anche in questo caso, non avevo competenze specifiche! Il progetto durò ben oltre i primi workshop sperimentali, ma le prospettive di farne un progetto a lungo termine fallirono. Già che cero abbandonai pure il blog.

Se non avessi fallito non avrei mai conosciuto la realtà della RSA, fondamentale per la mia formazione, né avrei fatto il corso di animazione, tantomeno avrei iniziato a scrivere La Resa del Riso.

Nel frattempo incassavo rifiuti da ogni direzione, per ogni mia opera. Mi lanciai anche nei giochi da tavolo, ma alla fiera decisiva leditore restò perplesso davanti al testing del mio gioco. Cominciavo a sentire la frustrazione. A questo si aggiungevano pure le canzoni che non riuscivo a condividere, tanto meno a incidere. Vedevo il disastro generale ma non larricchimento.

Se non avessi fallito sarei diventata distratta e vanagloriosa, troppo acerba per riuscire a gestire critiche, opportunità o successo.

Nel 2018 ero sposata, madre di una cucciola, prossima a tornare a quel lavoro di animatrice che ormai adoravo. Tentai ancora una volta con i libri, partecipando al torneo letterario "Io Scrittore" con La Resa del Riso, ma niente da fare: dalle critiche ricevute capii che dovevo lavorarci su ancora. Nel 2019 riuscii finalmente a centrare una selezione per Fuga dall’amore: era fatta! O forse no. C’era linghippo, e si chiamava crowdfunding. Mi ci lanciai, non avendo nulla da perdere. Ma sapermi vendere non era proprio la specialità di casa. Fu infatti un fallimento: niente pubblicazione.

Se non avessi fallito non avrei imparato le lezioni fondamentali sulla scrittura, né ripreso questo blog. Inoltre, non avrei mai potuto gestire una pubblicazione fra trasloco, poppate, inserimento al nido e brusco rientro al lavoro.

Ripescai l’idea del blog proprio da quell’ultimo fallimento. Gli diedi un nuovo nome, FaReSol, perché la mia professionalità era cambiata. Ottenni riscontri bassi, più bassi ancora di manesca.

Se non avessi fallito mi sarebbe balzata l’idea di fare smartworking e diventare blogger, rinunciando al mio lavoro di animatrice, visto che da lì a poco sarebbe scoppiata la pandemia.

Nel 2020 scrissi il racconto-sequel di Fuga dall’amore, manco l’avessi pubblicato, e Miracoli metropolitani. Sentivo uno spirito diverso, dentro quei racconti. Il racconto-sequel ottenne qualche timido consenso. Troppo poco rispetto alla fatica spesa. Nel frattempo, il mio meraviglioso lavoro stava piegandosi alle peggio cose causa covid. Di lì a poco decisi di condividere le mie canzoni, troppo tempo nel dimenticatoio… Rispolverai i miei brani migliori, allacciai qualche contatto per una probabile collaborazione artistica, ma i risultati furono impietosi. "Te la sei cercata" me lo dissi da sola. Poi finalmente la luce (editoriale)! Si manifestò a fine 2020, per Miracoli metropolitani. Ma non ero una scrittrice di romanzi? Va beh, fa lo stesso. Neanche il tempo di stappare lo champagne che dovetti affrontare inenarrabili batoste professionali che mi fecero perdere fiducia e serenità. 

Se non avessi fallito non avrei mai sentito la necessità di intraprendere la rivoluzione dolce delle abitudini, la mindfulness…

Ma con la pubblicazione era fatta, o no?

Pubblicai la mia prima raccolta di racconti a maggio 2021. Presentai il mio libro davanti a una manciata di persone. Doveva essere il mio momento di gloria, invece sbattei contro l’amara realtà. Successivamente incassai vari rifiuti per presentare il libro. Un gran bel risultato che mi valse il master di specializzazione in scienze del fallimento.

Se non avessi fallito avrei lasciato il lavoro che in quel momento mi stava logorando, senza completare il percorso di consapevolezza già intrapreso.

Per gettarmi via le scorie puntai tutto sui concorsi, quasi che la letteratura debba essere una competizione. Diedi un’ultima chance a Fuga dall’amore. Le probabilità di vincere erano davvero basse, e invece… arrivò terzo! Che bello!

Ma non successe niente di niente. Niente eventi mondani, niente stampa, niente discorso, niente proposte editoriali, niente. Bella croccante questa medaglia di bronzo... sa di fallimento.

Nel frattempo, neanche La Resa del Riso ce l’aveva fatta a vincere. Tuttavia, attirò l’attenzione della casa editrice LuoghInteriori. Giunsero poi altre insperate possibilità sul piano professionale e formativo, ma tutte puntualmente naufragarono sul più bello. Il blog, da parte sua, portava sempre meno visualizzazioni.

Se non avessi fallito sarei salita di livello senza considerare la resiliente opportunità di creare dal nulla idee come il Museo Sensoriale, il Museo da tavolo e la Libreria da tavolo. Attualmente sto continuando a fallire: queste idee non sono un risultato favoloso di cui potersi sfregiare, ma laboratori pieni di insidie e piccole soddisfazioni e paziente lavoro.

Ecco, ora sai che la mia storia di animautrice è costellata di tantissimi fallimenti. E ti ho raccontato solo una parte, i più eclatanti, nel montaggio ho dovuto tagliare varie scene ;) Non so dirti come andrà La Resa del Riso, ma so che affronterò ogni presentazione con una consapevolezza diversa dal passato, che il valore conta assai più del successo.

Non bisogna avere paura di fallire: in questa epoca spietata e impaziente anche il più meraviglioso giardino necessita di molto tempo e molta cura per poter fiorire.

Se non avessi fallito non sarei la persona che sono oggi.

Se non avessi fallito non avrei imparato un bel niente.

Sono certa che anche tu hai fallito varie volte, ed è un bene! Vuol dire che avevi qualcosa di bello da costruire. Pazienta. Persevera. Rimodella. Ritenta.

Sognare e fallire non sono che due facce della stessa medaglia. Possono stare nella stessa frase, come nella stessa vita.

Sognavo di diventare una scrittrice, ora sogno di farti sognare fra le pagine che ho scritto.

Esplorautori- Gino Pitaro

Se vuoi recuperare la prima puntata della rubrica: faresol.blogspot.com/2021/11/esplorautori

cover di Babelfish (Ensemble)

INTRO- Rieccomi con Esplorautori! Ora che è giunta la primavera, e con essa lagognata pubblicazione del mio romanzo, ho pensato fosse bene riprendere in mano questa rubrica. Per me è un modo di restituire tutto quello che riceverò, non importa quanto, in termini di attenzione (ciò che spesso manca a un autore emergente...) cercando di valorizzare il lavoro di un altro scrittore e di farvi venire una voglia matta di leggere i suoi libri. Sì, proseguo con l"istigazione alla lettura"! Nelle puntate precedenti ho dato spazio a Sara Villa ed Elenia Stefani, oggi tocca a Gino Pitaro. Ho avuto modo di incontrarlo poco prima della pandemia, in occasione della presentazione del suo romanzo La vita attesa.

Breve biografia- Gino Pitaro nasce nel 1970 a Vibo Valentia. Prima di approdare nelleditoria svolge una miriade di lavori e lavoretti, fra cui il documentarista indipendente. Nel 1996 si laurea al DAMS di Bologna. Lavora successivamente come redattore e articolista, arrivando poi a pubblicare il suo primo romanzo, I giorni dei giovani leoni (Arduino Sacco Editore), nel 2011. Nel 2013 pubblica Babelfish, una raccolta di racconti, e nel 2015 il romanzo Benzine, entrambe con Edizioni Ensemble. Nel 2019 esce il suo terzo romanzo La vita attesa (Golem Edizioni). Nel corso di questa sua carriera letteraria Gino ottiene molti consensi e si aggiudica vari premi. Una carriera interessante e variegata, che poi prosegue con lavventura in self-publishing: nel 2020 pubblica infatti Medjougorje- I segreti rivelati, che segna il suo debutto nella saggistica. Infine, sempre in self-publishing, nel 2021 ripubblica BabelfishAttualmente vive a Roma.

Babelfish- E proprio di Babelfish vorrei brevemente parlarvi. Lopera si articola in sei racconti scorrevoli e avvincenti; si passa dall’essere inseguiti da un toro a Pamplona fino a passeggiare per le vie del cimitero Verano (questultimo, intitolato Holly, è il racconto che mi ha colpito di più), per poi calarsi nei pertugi di un negozio nostalgia che vende articoli vintage. Si viaggia da Pamplona passando per Roma, Londra, Ginevra, Singapore... Sono proprio le ambientazioni, sorrette da godevoli descrizioni, che mi hanno fatta innamorare di questo libretto: è un viaggio inusuale per il mondo stando seduti in poltrona, nel quale i protagonisti sono inseguiti o inseguono ora lamore, ora il successo, ora il pericolo. Non cè un finale mieloso in queste storie di "nomadismo esistenziale", ma un forte senso di speranza e autenticità, che le rendono credibili. Nella nuova edizione auto-prodotta troverete poi un racconto inedito che Gino ha voluto giustamente inserire. Insomma, Babelfish è l’ideale per chi vuol leggere qualcosa di non banale ma ha poco tempo o poca voglia, o entrambe le cose: come ho già sostenuto in occasione del mio Miracoli metropolitani bisogna rivalutare i racconti perché rappresentano un buon svezzamento per novelli lettori e scrittori. Rivalutiamoli, dunque!

Benzine e altri lavori- Se amate di più i romanzi, Gino ne ha scritti diversi. Non male Benzine, romanzo interessante e scorrevole ambientato nella periferia romana, dove il giovane Luigi si arrangia come può in uno scenario tormentato, fra spietati call center e infiniti e particolareggiati viaggi in metropolitana, fra voglia di rivalsa e amare riflessioni. Altrettanto interessante è La vita attesa, cui vi rimando a fondo articolo per la recensione che a suo tempo gli dedicai. Infine, con l’ultima pubblicazione Gino Pitaro ha virato verso la saggistica cambiando decisamente argomento. Non conosco i dettagli di Medjugorje, ma i consensi sul web non mancano, tanto che il libro ha riscosso un certo successo pure all’estero, con traduzioni in varie lingue. Se l’argomento mariano vi affascina sono certa che apprezzerete questa pubblicazione. In generale ho sempre trovato la scrittura di Gino profonda e autentica, in particolare ne La vita attesa,  e allo stesso tempo avvincente.

Un retroscena- Ricordo che, agli albori della mia non-carriera, Gino cercò di indirizzarmi verso i percorsi editoriali migliori dandomi consigli attendibili (quindi senza illudermi né svilirmi, mentre al mondo d’oggi capitano regolarmente l’una e l’altra cosa nei confronti dei debuttanti). Dunque averlo inserito in Esplorautori non è solo un modo per ringraziarlo, ma anche un tentativo di focalizzarmi sui buoni libri e i loro interpreti: noi autori dovremmo aprirci per primi verso i lavori altrui con sguardo curioso, anziché preoccuparci solo di sbandierare i nostri.

Social- Sui suoi canali social (Linkedin, Facebook e Instagram) Gino è solito trattare regolarmente argomenti di attualità, con estrema cura e padronanza dei temi. Parla spesso di luoghi e monumenti, senza risultare mai banale, proprio come nei suoi libri. Bravo dunque sia con la realtà che con la finzione.

La chicca finale- Umberto Eco ha presieduto la discussione di tesi di laurea di Gino. Alla fine, vedete, il mondo (degli scrittori) è proprio piccolo!

Puoi trovare il suo ultimo lavoro qui: www.amazon.it/Medjugorje-Segreti-Rivelati-Guida-Tempi

Se vi ho stuzzicato lappetito letterario, allora potete proseguire curiosando sulla recensione de La vita attesa, link in basso. Alla prossima puntata con un nuovo autore!



 La vita attesaGolem Edizioni, 2019

genere: narrativa

pagine: 208

Qui trovi la mia recensione: faresol.blogspot.com/2020/01/spazio-recensioni-la-vita-attesa

L'attesa del Riso


«Come si sente oggi, Crepuscola?»

«Mi sento allegra, dottore!»

«Capisco… Ha voglia di spiegarmi il perché?»

«Non so di preciso il perché… So solo che sento forte la tentazione di sorridere, tante volte faccio dei sogni in cui sorrido».

«È l’inconscio che prova a mostrarle il suo lato chiaro. Come mai ha voglia di sorridere? È a causa di suo figlio?»

«Immagino di sì… Mi sorride spesso a casa e delle volte mi fa paura».

Immagina un mondo così lettore, a valori rovesciati, dove la tristezza sia una virtù comportamentale e invece ridere (o meglio, gridere) sia considerato un atto di pazzia meritevole di ricovero.

Questo è lo scenario del romanzo La Resa del Riso, che con grande soddisfazione vi presento dopo 7 anni dalla prima stesura. Era infatti il marzo del 2015 quando iniziai a scriverlo e, ti giuro, in quel momento proprio non stavo cercando nuovo materiale, avendone già tre di romanzi da "piazzare"! Eppure due sogni mi colsero in contropiede, accendendo in me linterruttore creativo... Non mi lasciarono altra scelta se non quella di scriverci una storia.

Sette anni di attesa, che lunga semina è stata. Sono stata tentata dalla resa, ma alla fine ho provato a interpretare il verbo diversamente: volevo vedere cosa questa storia avrebbe reso. Lattesa del Riso, sarebbe stato anche questo un titolo azzeccato!

La Resa del Riso ha vissuto rocambolesche (dis)avventure editoriali, come già accaduto in passato ad altri lavori, ma stavolta posso affermare che ne sia valsa davvero la pena, perché a furia di prendere cantonate sono riuscita ad alzare lasticella e quindi il valore dellopera nei suoi vari aspetti. Ti presento dunque una pubblicazione più matura e consapevole, spero anche un poco più fortunata, in modo da poter raggiungere quanti più lettori, che del resto è la missione di ogni autore.

La Resa del Riso diventerà anche un po tuo se vorrai, caro lettore, pronto ad accogliere le tue emozioni, speranze, sospiri, critiche, interpretazioni, sussulti, fiammelle che si accendono, e tante tante (g)risate.

Lattesa durerà ancora per questo mese di aprile, prima di poterci incontrare di persona nelle presentazioni che farò. Se però sei curioso, lettore, clicca qui sotto!

Per maggiori info:

www.amazon.it/resa-del-riso-Elisa-Cugliandro

www.luoghinteriori.it/collane/collane/interlinea/la-resa-del-riso

La mia libreria 2021- vol. 3

 Terza e ultima puntata dedicata alle mie letture nell'anno solare. Nella lista potrai trovare vari consigli di lettura, e al fondo qualche consiglio su come leggere di più in generale. Per me quest'anno è stato molto prolifico - ho raggiunto i 37 libri letti - ma non esente da errori (sarà capitato anche a te, immagino, di 'sbagliare' qualche libro). Anche in quest'ultima lista abbondano i volumi di saggistica, ma mi sono già ripromessa di aumentare i titoli classici e di narrativa generale nel 2022. 

Qui puoi recuperare la puntata precedente: faresol.blogspot.com/2021/09/la-mia-libreria-2021-vol2

25. UN BATTITO D'ALI- Sveva Casati Modignani, Mondadori, autobiografia

Convinta fosse un suo romanzo ho cominciato a leggerlo, scoprendo poi che si trattava in realtà della sua autobiografia. In una lunga lettera a suo padre, la celebre scrittrice si racconta senza censure, raccontando così anche di un'Italia che non c'è più: fa una certa tenerezza pensare a come si trovasse lavoro una volta, e anche a quanto fossero maschiliste le redazioni dei giornali (e non solo). Lettura scorrevole ma nel complesso così così. 


26. PROGETTARE LA LENTEZZA- Paolo Pileri, People, saggistica

Quest'anno ho scoperto la casa editrice People, valida e originale. Progettare la lentezza è un libro che racconta del progetto VENTO, una pista ciclabile che un giorno collegherà Venezia a Torino. Nel narrare di questo ambizioso progetto, Pileri ci spiega il turismo lento e il concetto di lentezza in generale, con padronanza e competenza, facendo riflettere su cosa siano diventate oggi le città e, di conseguenza, noi: veloci e distratti. Rallentare ha tutto un altro sapore, ma bisogna lavorarci su con mezzi adeguati. Consigliato.  


27. RESPIRA!- Margot Sikabonyi, Santelli Editore, autobiografia

Quest'anno senza volerlo troppo ho messo in fila tante autobiografie, ma di questa ero proprio curiosa. La storia della Maria Martini televisiva di Un Medico in Famiglia è una storia particolare: un'attrice che abbandona le scene e il successo per approcciarsi allo yoga e alla cura di sé non è certo un percorso convenzionale. Qui nel volumetto troverete anche un piccolo vademecum per praticare Hatha Yoga. Se hai amato il suo personaggio, te ne consiglio la lettura. 


28. LADY SUSAN- Jane Austen, Newton Compton, classici

Breve romanzo epistolare centrato sulla controversa figura di Lady Susan, una scaltra manipolatrice che non esita a farsi gioco di chi la circonda. In verità il libretto non è riuscito proprio a catturarmi, ma ho molto apprezzato lo stile epistolare, che solo i grandi autori possono padroneggiare. Consigliato se ami gli intrighi amorosi (ma ben scritti).


29. ANTROPOLOGIA COME EDUCAZIONE- Tim Ingold, La Linea, saggistica

Incuriosita da questo incrocio disciplinare, mi sono approcciata a Tim Ingold, autore a me sconosciuto. Ha un piglio diverso dal solito, sostenendo che i principi dell'educazione e i principi dell'antropologia siano i medesimi. Consigliato se sei un'insegnante o un appassionato multipotenziale come la sottoscritta!


30. L'IGNORANZA NON HA MAI AIUTATO NESSUNO- Giuseppe Civati, People, saggistica

Questo volume è il fiore all'occhiello della mia annata, essendo l'unico a portare la preziosa benedizione del suo autore con tanto di dedica. Ma al di là di questo il libro mi è piaciuto molto. Il Civati autore mi ha sorpreso. Ci è voluto poco per conquistarmi, è bastato leggere fare l'inizio della Grecia, e non la fine. La chicca del libro è la prefazione di Giacomo Papi, a ben vedere l'unico autore che non è mai mancato nelle mie ultime liste, in un modo o nell'altro. Libro attualissimo, con chiari riferimenti anche alla pandemia che ci ha travolti. Consigliato.

31. L'ARTE DI RESPIRARE- James Nestor, Aboca, saggistica

Una nota di merito gigantesca per questo volume acquistato al Salone del Libro, e per la sua casa editrice, la Aboca. Un libro che suggella l'essenza della mia annata, la riscoperta del tempo del respiro. Te lo consiglio fortemente, a prescindere dai tuoi interessi, perché questo è un saggio che cattura quanto un romanzo. Meno scontato di quel che sembra e davvero illuminante. Entra di diritto nella lista speciale dei libri che mi hanno cambiato la vita!

32. AL DI LA' DELLA TEMPESTA- Sara Villa, LuoghInteriori, autobiografia

Trovi il mio parere (positivo) qui nella prima puntata di Esplorautori.

faresol.blogspot.com/2021/11/esplorautori


33. CAMBIA LA TUA VITA COL METODO BILANCIAMO- Giulia Biondi, Newton Compton, saggistica

Per questo utilissimo manuale ti rimando alla mia pagina facebook dove, scorrendo un po', potrai ritrovare il post dedicato. Ti consiglio il libro se sei stufo/a di fare diete, magari soffrendo mentre cerchi di rispettarle. Un'alternativa è possibile, basterà mettersi un pochino a studiare per capire come e quanto mangiare.

www.facebook.com/elisafaresol


34. UN ANNO DI SCUOLA- Gianni Stuparich, , narrativa

Questo fa parte di quei libri regalati che ti capitano senza che li scegli. Non avevo aspettative pazzesche, ma alla fine è stata una lettura gradevole. Ambientato nel primo Novecento, racconta di una ragazza- unica ragazza in una classe di maschietti e degli inevitabili sviluppi che ne conseguiranno. L'ultimo anno di scuola ha sempre qualcosa di speciale da raccontare, in qualunque epoca.


35. DISCORSO SUL METODO- Cartesio, grandi classici

Se ami filosofia e ragionamenti contorti, allora sei sul libro giusto. Avevo desiderio di approfondire Cartesio e l'ho fatto, anche se il testo non sempre scorreva come volevo. La quinta delle sei parti del metodo è senza dubbio la mia preferita, quella che fra l'altro contiene la celebre citazione penso dunque sono. In questa edizione Feltrinelli troverai peraltro una curata versione in lingua originale (francese).


36. CANTO DI NATALE- Charles Dickens, grandi classici

Il Canto di Natale è una di quelle storie assolutamente irrinunciabili. Ti sarà già nota, immagino, ma ti invito a leggerla e a rileggerla! Ebenizer Scrooge è un personaggio controverso, spocchioso e avido in principio, che tuttavia si ravvede in corso d'opera grazie a una singolare terapia d'urto guidata dagli Spiriti del Natale. Un viaggio temporale narrativamente intrigante e ben costruito, che tocca le corde più sensibili del lettore alle prese col significato del Natale. Intramontabile. Se vuoi andare oltre, dopo il libro ti consiglio la visione del film "Dickens- l'uomo che inventò il Natale", del 2017 (gratis su Prime), che ti rivelerà molti retroscena sull'autore e sulle sue ispirazioni. 


37. L'ORA DI LEZIONE- Massimo Recalcati, Einaudi, saggistica

Sono riuscita anche stavolta a chiudere molto bene l'anno, scegliendo un titolo prezioso da inserire nella mia libreria: Recalcati colpisce ancora, ormai come autore è una garanzia. Sarà il momento, sarà il mio ruolo in discussione, ma questo libro mi ha travolta. Consigliato se sei un insegnante o se hai molto a cuore la Scuola. Più info sulla mia pagina facebook. www.facebook.com/elisafaresol


Fuorilista

IL PESO DELLA FARFALLA- Erri De Luca, Feltrinelli, narrativa

SOCIOLOGIA DELLA NATURA- Cristina Mariani, LuoghInteriori, saggistica

Non ho conteggiato questi due volumetti per il loro esiguo numero di pagine, ma voglio comunque menzionarli; Il peso della farfalla è in realtà un doppio racconto a firma di Erri De Luca, scrittore abbastanza noto. Storie belle e raccontate in modo magistrale. Sociologia della natura è invece un saggio dagli spunti molto buoni ma con un difetto: troppo breve! Avrei davvero voluto saperne di più... Ti consiglio la lettura di entrambi, a seconda dei tuoi gusti.



Vorrei chiudere con qualche consiglio generico su come riuscire a leggere di più (e meglio).
Sarà banale, ma la prima regola è di amare quel che stai facendo: inutile comprare mattoni noiosi che non riuscirai a terminare se non a prezzo di immane fatica. Devi riuscire ad azzeccare titoli che possano accenderti, alternando magari classici- narrativa- saggistica e manuali; se sei amante, per esempio, dell'avventura potrai trascendere le epoche cercando qualcosa che ti riesca a coinvolgere. Tuttavia, meno abitudine hai alla lettura e più leggero dovrai rimanere nelle tue scelte. Non auto-giudicarti se non riesci a leggere libri impegnati: meglio per te leggere libri fantasy per ragazzi che rimanere inchiodato su Cime tempestose o Delitto e castigo. La cosa importante è che tu agisca in piena serenità ma senza mai rinunciare a priori alla lettura. Io nel mio piccolo ho pubblicato una raccolta di racconti perché sono convinta che la forma narrativa breve possa avvicinare molte più persone alla lettura. Dunque, perché no? Potresti partire da un singolo racconto! Magari un classico kafkiano, oppure Il peso della farfalla che ho recensito qui sopra... Se ti fa piacere puoi sempre spulciare qui nel mio blog a caccia di storie brevi e gratuite.
Buon anno caro lettore, cara lettrice, che sia per te ricco di belle letture!

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